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L’8 e 9 giugno si vota, ma nessuno ne parla: cinque SÌ per il Lavoro, la Sicurezza e i Diritti

Redazione by Redazione
2 Maggio 2025
in Attualità, Economia e Società, Notizie correlate
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Fermiamo licenziamenti facili, precarietà e insicurezza

L’8 e 9 giugno 2025 siamo chiamati a votare su cinque quesiti referendari che toccano da vicino i diritti di milioni di persone in Italia. Sono temi concreti: licenziamenti, precarietà, sicurezza sul lavoro e cittadinanza. Cinque “Sì” per cambiare leggi considerate ingiuste, che oggi lasciano scoperti lavoratori, precari e cittadini stranieri residenti in Italia.

La campagna referendaria entra nel vivo: lunedì 5 maggio in Campania arriva il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, con una giornata fitta di incontri. Da Benevento a Pomigliano d’Arco fino ad Aversa, Landini incontrerà lavoratori e cittadini per spiegare perché è importante dire 5 volte SÌ.

Vediamo nel dettaglio i 5 quesiti.


✅ QUESITO 1 – Stop ai licenziamenti illegittimi

Oggi chi lavora in un’azienda con più di 15 dipendenti e viene assunto dopo il 7 marzo 2015 non può essere reintegrato neanche se il giudice riconosce che il licenziamento è ingiusto. Con questo referendum si vuole ripristinare il diritto al reintegro: se vieni cacciato senza motivo, hai diritto a tornare al tuo posto. Una tutela che riguarda oltre 3 milioni di lavoratori.

SÌ per il diritto al lavoro, contro i licenziamenti facili.


✅ QUESITO 2 – Tutele anche nelle piccole imprese

Nelle aziende con meno di 16 dipendenti, chi viene licenziato ingiustamente oggi può ricevere al massimo sei mensilità di risarcimento. Il referendum vuole eliminare questo tetto, lasciando al giudice la possibilità di valutare il caso concreto, tenendo conto della situazione dell’azienda, dell’età del lavoratore, dei carichi familiari. Anche qui si parla di oltre 3,7 milioni di persone coinvolte.

SÌ per trattare tutti con equità, anche chi lavora nelle piccole imprese.


✅ QUESITO 3 – Meno precarietà, più stabilità

Oggi non serve una motivazione (causale) per assumere a tempo determinato. Il risultato? Contratti precari senza giustificazioni, anche per lavori che durano anni. Il referendum vuole ripristinare l’obbligo di indicare una causale: un passo per rendere il lavoro meno precario e più dignitoso, coinvolgendo oltre 2 milioni di lavoratori.

SÌ per un lavoro stabile, non usa e getta.


✅ QUESITO 4 – Sicurezza sul lavoro

Ogni anno ci sono più di 1.000 morti sul lavoro e 500.000 infortuni. Ma la legge oggi non consente di ritenere responsabile l’azienda che appalta un lavoro, anche se l’impresa a cui affida l’appalto non rispetta le norme di sicurezza. Il referendum vuole cambiare questo: chi appalta deve rispondere degli incidenti, per fermare la strage quotidiana nei luoghi di lavoro.

SÌ per una responsabilità condivisa e vite salvate.


✅ QUESITO 5 – Cittadinanza più giusta

Chi vive regolarmente in Italia da almeno 10 anni può oggi chiedere la cittadinanza. Troppi, dicono i promotori. Il referendum vuole ridurre il requisito a 5 anni e prevedere che la cittadinanza si estenda anche ai figli. Riguarda oltre 2 milioni e mezzo di persone che vivono, lavorano, pagano le tasse ma non hanno pieni diritti.

SÌ per una società più inclusiva e giusta.


Un voto, una scelta di civiltà

Maurizio Landini sarà in Campania il 5 maggio con tappe a Benevento, Pomigliano e Aversa. In parallelo, il segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma, sarà impegnato in una serie di assemblee con i lavoratori di Stellantis e altre aziende del territorio, per discutere l’importanza di questi referendum.

La parola d’ordine è: “Diamo una mano al lavoro”, cinque SÌ come le dita di una mano 🖐️. Per cambiare, per proteggere, per costruire un futuro più giusto.

CiCre

Tags: 5 referendumcgilcittadinanzadirittilavoroprecarietàrivoltasalutesicurezzavotare
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