Dalle criticità sui DPI alle difficoltà nella gestione dei turni: due fronti sindacali accendono i riflettori sull’Istituto dei tumori.
È un fronte sindacale articolato quello che si prepara ad animare l’Istituto nazionale tumori Pascale di Napoli. Da una parte il personale impegnato nell’appalto di pulizia e facchinaggio, chiamato a partecipare a un’assemblea retribuita promossa da USB Lavoro Privato e Cobas Lavoro Privato. Dall’altra la mobilitazione dei medici e dei dirigenti sanitari, che hanno acceso i riflettori su una serie di problemi organizzativi e professionali interni all’Istituto.
Il primo appuntamento è fissato per venerdì 2 ottobre 2026, dalle ore 12 alle 14, nell’area adiacente all’Aula Cerra della Fondazione Pascale, in via Gaetano Semmola. L’assemblea è aperta a tutti i lavoratori dell’appalto di pulizia e facchinaggio.
Al centro dell’incontro ci sono questioni che, secondo le organizzazioni promotrici, richiedono un confronto immediato. Tra i punti indicati all’ordine del giorno figura la possibilità di procedere con uno sciopero da collocare entro il mese di ottobre, oltre alla definizione di ulteriori iniziative di mobilitazione.
Particolare attenzione viene posta anche sulla gestione dei dispositivi di protezione individuale. USB e Cobas denunciano infatti una mancata interlocuzione tecnica con la stazione appaltante, individuata nell’Istituto Tumori Fondazione Pascale, e con le stesse organizzazioni sindacali in relazione al lavaggio interno dei DPI.
Per le organizzazioni sindacali, la questione si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà nelle relazioni con l’azienda. Tra i temi che saranno discussi durante l’assemblea viene infatti indicato anche il rifiuto dell’azienda, secondo quanto sostenuto dai sindacati, di intrattenere relazioni sindacali.
All’incontro sono annunciati anche coordinatori regionali esterni. L’obiettivo dichiarato è fare il punto sulla situazione e valutare le iniziative successive, compresa l’eventuale proclamazione di uno sciopero.
La vertenza del personale dell’appalto arriva in un momento nel quale anche all’interno dell’area sanitaria del Pascale si registra una fase di forte attenzione sulle condizioni di lavoro. A riunirsi sono infatti anche i medici e i dirigenti sanitari dell’Istituto, nell’ambito di un’assemblea convocata da Anaao Assomed Campania, CISL Medici, UIL Medici e CGIL. Sul tavolo ci sono problemi che riguardano l’organizzazione degli organici, la costruzione dei turni, l’attività chirurgica, l’esercizio della libera professione intramoenia e l’assetto organizzativo dell’Istituto.
Uno dei nodi indicati dalle organizzazioni riguarda la distribuzione del personale tra i diversi reparti. Secondo quanto sostenuto da Anaao Assomed, le dotazioni organiche non sarebbero omogenee e questo renderebbe più complessa la gestione della continuità assistenziale e della programmazione dei turni.
Il segretario regionale vicario di Anaao Assomed Campania, Massimiliano Di Marzo, richiama in particolare la necessità di partire da una verifica concreta degli organici prima di intervenire sulla programmazione degli orari. La posizione del sindacato è che non sia possibile affrontare le difficoltà dei turni senza considerare preventivamente la consistenza e la distribuzione effettiva del personale.
Le contestazioni dei medici riguardano anche l’attività libero-professionale intramoenia. Il sindacato segnala problemi legati alla disponibilità di spazi e chiede l’aggiornamento dei regolamenti che disciplinano l’attività.
Un altro capitolo riguarda gli incarichi e l’assetto complessivo dell’organizzazione interna. Secondo le organizzazioni sindacali, rimarrebbero ancora da definire alcune attribuzioni e sarebbe necessario arrivare a un nuovo atto aziendale capace di delineare in modo più chiaro competenze, responsabilità e organizzazione delle strutture.
Particolare attenzione viene inoltre riservata alla chirurgia. Dopo una fase caratterizzata, secondo la denuncia sindacale, da una ridotta disponibilità delle sale operatorie, la ripresa dell’attività starebbe creando ulteriori problemi di programmazione. Il sindacato lamenta soprattutto una comunicazione tardiva della programmazione chirurgica, che arriverebbe in alcuni casi quando i turni sono già stati predisposti, rendendo così necessarie modifiche successive.
Sullo sfondo c’è anche il processo di clinicizzazione e il rapporto tra l’Istituto e le strutture universitarie. Su questo terreno le organizzazioni dei medici chiedono criteri definiti e trasparenti e una gestione uniforme dei processi organizzativi.
Le diverse iniziative sindacali fotografano quindi, da prospettive differenti, una fase nella quale il tema delle condizioni di lavoro e dell’organizzazione assume un peso centrale al Pascale.
Da una parte ci sono gli addetti ai servizi di pulizia e facchinaggio, che attraverso USB e Cobas chiedono un confronto sulle questioni dell’appalto, sulla gestione dei DPI e sulle relazioni sindacali, mettendo sul tavolo anche l’ipotesi di uno sciopero nel mese di ottobre. Dall’altra ci sono medici e dirigenti sanitari che chiedono interventi sulla distribuzione degli organici, sulla programmazione dei turni, sull’attività chirurgica, sull’intramoenia e sull’organizzazione complessiva dell’Istituto.
Per i rappresentanti dei medici, la situazione non può essere affrontata affidandosi soltanto alla disponibilità individuale del personale. La richiesta è quella di una programmazione più strutturata, capace di tenere insieme organici, carichi di lavoro, attività assistenziale e organizzazione dei servizi.
Nel mirino delle organizzazioni sindacali finisce anche la Regione Campania. Anaao Assomed, insieme alle altre sigle coinvolte nella mobilitazione, sollecita un maggiore livello di attenzione da parte dell’amministrazione regionale sulle problematiche segnalate all’interno della struttura.
Il quadro che emerge è dunque quello di una crescente richiesta di confronto su più livelli. L’assemblea del personale dell’appalto del 2 ottobre rappresenterà un primo momento per discutere le prossime iniziative, mentre la mobilitazione dei professionisti sanitari porta sul tavolo questioni relative all’organizzazione dell’assistenza e alle condizioni di lavoro.
Due vertenze diverse per ruolo e contenuti, ma che si sviluppano all’interno della stessa realtà ospedaliera e che riportano al centro un tema comune: la necessità, secondo le organizzazioni sindacali coinvolte, di affrontare attraverso il confronto le criticità organizzative e lavorative presenti al Pascale.
