Doccia fredda per le famiglie a settembre. Crolla il potere d’acquisto: irrompe il dibattito sul ritorno di un correttivo automatico sui salari
La tregua sui prezzi è solo un ricordo, e per le famiglie italiane la doccia fredda è di quelle gelate. A settembre l’inflazione fa un salto improvviso e schizza al 4,2% su base annua, accelerando di brutto rispetto al 3,3% di agosto. A dirlo sono le stime preliminari dell’Istat, che certificano una stangata in piena regola proprio alle porte della stagione fredda.
Bollette alle stelle e carrello della spesa pesante Il portafoglio degli italiani torna a piangere, e il motivo è presto detto: a correre non è l’economia, ma il costo della vita. A pesare come macigni sono luce, gas e cibo.
Luce e gas (mercato tutelato): esplodono a un impressionante +25,9% su base annua.
Carburanti e mercato libero dell’energia: volano al +22,2%.
Cibo fresco (frutta, verdura, carne): accelera bruscamente al +5,5%
A subire il colpo più duro sono i beni di prima necessità e le spese che non si possono proprio rimandare: fare il pieno, comprare il pane, pagare il riscaldamento. Tutti costi che schizzano in alto, lasciando le famiglie con un potere d’acquisto ridotto all’osso e un calo secco della ricchezza reale.
La trappola per i consumi e la svolta obbligata: serve un meccanismo automatico. Con i salari fermi al palo e le bollette che rincorrono i massimi, i bilanci domestici vanno in rosso. Quando a rincarare sono luce, gas e beni alimentari, i cittadini non possono certo decidere di farne a meno: l’unica via rimasta è tagliare tutto il resto.
Di fronte a questa tassa occulta che drena liquidità e frena i consumi, il vecchio tabù cade: la difesa del potere d’acquisto non può più essere affidata solo ai ritardi della politica o ai rinnovi contrattuali col contagocce. Diventa indispensabile introdurre un meccanismo automatico di protezione delle buste paga, sul modello della storica scala mobile ma aggiornato ai tempi moderni.
Un correttivo automatico e sicuro eviterebbe che a pagare il prezzo dell’inflazione siano sempre e solo i lavoratori dipendenti e i pensionati. Senza questa mossa coraggiosa, la domanda interna rischia la paralisi totale, spegnendo l’economia italiana proprio mentre ci si avvia verso gli ultimi mesi dell’anno.
