Io donna licenziata dalla Cgil

Caro Landini,


è bello sentirti dire che il sindacato di cui sei il segretario nazionale non lascia da solo nessuno, che la CGIL è “collettiva” e che si batte per proteggere il lavoro e bloccare i licenziamenti. Peccato però che tutto questo non sia vero, visto che proprio la CGIL si è resa responsabile del licenziamento di una propria dipendente dopo ben 35 anni di servizio!

Ebbene, come sai molto bene perché ti ho scritto tante volte senza ricevere risposta, quella lavoratrice sono io, licenziata VERBALMENTE da un minuto all’altro dalla Fillea CGIL di Taranto e con una lettera poi che sembrava scritta dal peggior “padrone” d’altri tempi e non da un organismo che tutela i lavoratori, come racconta invece la lunga e benemerita storia della CGIL.

Un sindacato offeso dai comportamenti di un “capetto” locale e che ignora i diritti di una lavoratrice di 56 anni, con il vergognoso silenzio sulla vicenda dei vertici provinciali, regionali e nazionali della CGIL.

Una Categoria che conosco BENE e che AFFERMA di aver agito per mancanza di fondi …

SOLO ABUSO DI POTERE

Ma io non mollo: ho fatto ricorso e vedremo come andrà a finire…

Voglio VERITA’ e GIUSTIZIA perché in tanti anni di servizio non ho mai ricevuto una contestazione e ho sempre lavorato con scrupolo e dedizione, pur dovendo assistere due familiari invalidi. E perché a maggio 2021 mi scade l’indennità di disoccupazione (Naspi), dopodiché non so davvero come farò ad andare avanti.

Un trattamento così, in tutta onestà, non lo meritavo, caro Landini. E voglio ribadirlo oggi, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne. Perché anche quello che ho subíto e continuo a subire è una forma di violenza. Come Lavoratrice e come Donna.

      Iginia Roberti                                                                            

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