Indagati del Pd: ritocca a Sala, l’accusa è turbativa d’asta

Il sindaco di Milano, già indagato per falso, di nuovo nei guai per l’Expo: stavolta la Procura generale gli notifica un avviso di chiusura indagini in relazione ad una fornitura di alberi. Lui: “Amarezza perché la storia purtroppo, si ripete. Anche questa volta è un articolo di giornale a diffondere notizie di un provvedimento che mi riguarderebbe”

Ancora un indagato nel Pd, ancora una volta il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e sempre per l’Expo. Il primo cittadino è indagato dalla Procura generale di Milano che gli contesta l’ipotesi di turbativa d’asta in relazione ad una fornitura di alberi ad Expo. Sala era già stato iscritto nel registro degli indagati per l’ipotesi di falso materiale e ideologico in relazione all’appalto sulla Piastra dell’Esposizione universale del 2015. A seguito di quella prima accusa il sindaco si autosospese: per ben 3 giorni. Stavolta, secondo l’accusa, la vicenda è originata da un bando confezionato su misura dell’Associazione lombarda florovivaisti, anche su pressione “di esponenti politici della Regione Lombardia”, per la fornitura degli arredi a verde per l’Expo. Tutto prende il via da una lettera con cui l’Associazione Lombarda Florovivaisti chiese al presidente della Regione Lombardia e allo stesso Sala, in qualità di ad, il 16 novembre del 2011, l’affidamento “della fornitura delle essenze arboree da utilizzare” nel sito espositivo “ad una o più ditte aventi sede in Lombardia”. Stando all’atto, il 15 marzo 2012, la ditta Peverelli venne individuata come “affidatario della fornitura” da eseguire in tandem con uno sponsor come socio finanziario che avrebbe dovuto essere la Sesto Immobiliare spa, che in cambio avrebbe ottenuto la “stipula di convenzione con la Regione Lombardia” per la costruzione della cosiddetta Città della Salute. Per gli inquirenti già in precedenza, il 2 marzo dello stesso anno, Sala avrebbe “senza un provvedimento formale” disposto “lo stralcio della fornitura” degli alberi, che aveva un valore di quasi 6 milioni, dal bando del 20 dicembre 2011 “per la prequalifica della gara” sulla Piastra dei Servizi, senza poi, in virtù dello scorporo, rivedere il prezzo di base della maxigara d’appalto che era di oltre 272 milioni.

“Non intendo commentare in alcun modo ogni possibile iniziativa della Procura Generale – dichiara il sindaco -. Non lo farò né oggi né in futuro. “La storia purtroppo, si ripete. Anche questa volta è un articolo di giornale a diffondere notizie di un provvedimento che mi riguarderebbe (Il Corriere della Sera, ndr) e che è ancora coperto dal segreto istruttorio. Provo solo una profonda amarezza, soprattutto pensando a quanto ho sacrificato per poter fare di Expo un grande successo per l’Italia e per Milano”. “Troverò in ogni caso in me – aggiunge Sala -le motivazioni per continuare a svolgere con la massima dedizione possibile il mio lavoro al servizio della mia città”.  Il procuratore generale di Milano, Roberto Alfonso, assicura che  l’avviso di chiusura delle indagini verrà notificato “a breve” al difensore del sindaco di Milano. Dopo di che, i magistrati potrebbero formulare la richiesta di rinvio a giudizio.

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