Il 26enne era rimasto ferito gravemente durante la revisione di una giostra. Sequestrata l’area del luna park
È morto all’ospedale “Moscati” di Avellino Sakil, il giovane operaio di 26 anni originario del Bangladesh rimasto gravemente ferito nei giorni scorsi durante le operazioni di revisione di una giostra allestita per la fiera di San Bernardino a Lioni.
Il giovane era stato colpito alla testa da una trave mentre stava lavorando alla manutenzione dell’attrazione all’interno del luna park. Le condizioni erano apparse da subito disperate e il trasferimento in ospedale si era reso immediato. Nonostante i tentativi dei sanitari, il 26enne è deceduto a seguito delle gravi lesioni riportate.
Sull’accaduto indaga il commissariato di polizia competente, sotto il coordinamento della Procura di Avellino, che ha disposto il sequestro dell’area del luna park per consentire tutti gli accertamenti tecnici. Gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente e verificando il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro da parte delle imprese coinvolte.
Sicurezza sul lavoro: una scia che non si interrompe
La morte del giovane operaio riporta al centro il tema delle morti sul lavoro, una delle emergenze sociali più gravi e costanti in Italia.
Secondo i dati elaborati da Inail e dall’Osservatorio Vega Engineering, nel 2025 in Italia si sono registrati 1.093 decessi sul lavoro, di cui 798 in occasione di lavoro e 295 in itinere. La Campania risulta tra le regioni con il più alto numero di vittime e stabilmente inserita nella cosiddetta “zona rossa” per indice di incidenza, segno di un rischio superiore alla media nazionale.
A livello settoriale, le costruzioni si confermano l’ambito più colpito, seguite da industria, logistica e trasporti. Particolarmente esposta anche la componente dei lavoratori stranieri, che rappresenta una quota significativa delle vittime complessive, spesso impiegati in mansioni ad alto rischio e con minore tutela contrattuale e formativa.
I primi mesi del 2026: Campania ancora in area critica
Nei primi mesi del 2026 il quadro non mostra segnali di miglioramento. In Campania le denunce di infortunio risultano in aumento rispetto allo stesso periodo del 2025, con una crescita di circa il 6%. Anche gli eventi mortali restano su livelli preoccupanti: nei primi due mesi dell’anno si contano già diverse vittime, concentrate soprattutto nei settori dell’industria e dei servizi.
Il dato conferma una tendenza strutturale che vede la regione tra le più esposte al rischio di infortuni gravi e mortali, nonostante le campagne di prevenzione e gli interventi normativi degli ultimi anni.
Un’emergenza ancora aperta
La tragedia di Lioni si aggiunge dunque a un quadro nazionale che continua a destare forte preoccupazione tra sindacati, istituzioni e associazioni per la sicurezza. La richiesta è unanime: rafforzare i controlli, migliorare la formazione dei lavoratori e delle imprese e investire in prevenzione reale, per evitare che il lavoro continui a trasformarsi in rischio di vita.
Alessandro Manna

