Il terremoto del 13 marzo scorso nei Campi Flegrei ha visto una revisione della sua magnitudo, che non è stata di 4.4, come inizialmente riportato, ma di 4.6. La causa è una sequenza di due eventi sismici ravvicinati, verificatisi nel giro di due secondi. Il bollettino settimanale dell’INVG-Osservatorio Vesuviano, che monitora l’attività vulcanica della zona, ha confermato questa correzione, aggiungendo che l’intensità del sisma ha superato quella della scossa del 20 maggio 2023, che aveva causato 1500 sfollati a Pozzuoli. Questo nuovo terremoto si posiziona come il più forte mai registrato da quando sono attivi gli attuali sistemi di rilevazione sismica. È stato superato il picco della crisi sismica del 1982-84, che aveva raggiunto una magnitudo di 4.
Nonostante l’intensità del terremoto, il sollevamento del suolo nella zona rimane stabile a 3 centimetri al mese, un valore che rappresenta un record per la crisi attuale, ma che è lontano dal massimo storico dei 14 cm al mese registrato negli anni ’80. Tuttavia, le emissioni gassose restano preoccupanti, con una media di 5000 tonnellate di CO2 rilasciate ogni giorno.
Mauro di Vito, direttore dell’Osservatorio Vesuviano, ha sottolineato che, purtroppo, è da aspettarsi una continuazione della sismicità nella zona. L’ultima scossa, con magnitudo 4.2, avvertita tra Pozzuoli e Bacoli la notte del 13 marzo, ha riaffermato le criticità della situazione. “Purtroppo – dice Di Vito – c’è da aspettarsi altra sismicità’”.“Il nostro laboratorio – spiega Mauro Di Vito – fa ogni settimana uno studio sugli eventi sismici e su quella scossa il valore è stato modificato perché l’approfondimento ha tenuto conto della magnitudo durata, che sale quindi a 4,6 perché il terremoto è durato molto tempo”. La scossa “è stata sicuramente la più forte da quando abbiamo una rete strumentale nei Campi Flegrei che è lì almeno da 40 anni”. La differenza tra la rilevazione istantanea e quella approfondita “avviene spesso – spiega ancora Di Vito – nella revisione che viene compiuta ogni settimana. Per tutte le scosse abbiamo un servizio in sala che dà immediatamente la magnitudo. Poi si passa alla revisione che viene data con maggiore calma ed è più precisa. La revisione viene pubblicata ogni settimana sui nostri bollettini. Sulla scossa del 13 marzo la differenza di 0.2 gradi non cambia la mappa dell’accelerazione al suolo, che resta di quasi un 1 g nella zona epicentro del terremoto e in rapida diminuzione al di là di quel luogo”
Antonio Antonelli, del Sindacato Autonomo Conapo dei Vigili del Fuoco di Napoli, ha ripreso una denuncia fatta già un anno fa, rivolta al sottosegretario all’Interno, Luigi Prisco: è urgente potenziare il Comando dei Vigili del Fuoco di Napoli, specialmente per quanto riguarda il numero di personale, in vista delle emergenze nei Campi Flegrei. Antonelli ha ribadito che la situazione richiede misure straordinarie per fronteggiare non solo gli scenari sismici attuali, ma anche quelli futuri. Il sindacalista ha chiesto un impegno concreto da parte del Ministero dell’Interno e del Dipartimento dei Vigili del Fuoco per garantire un aumento delle forze in campo a Napoli, ancora sottodimensionate rispetto alle necessità, nonché l’invio di nuovi automezzi e l’accelerazione dei lavori per rendere operativa la sede “Mostra”, che, nonostante si trovi in una zona sismica, non è ancora attiva. “Chiediamo solo di poter rispondere in maniera adeguata e tempestiva alla cittadinanza che si trova a fronteggiare questa emergenza”, ha concluso Antonelli.
L’emergenza continua, e le risposte da parte delle istituzioni devono essere rapide e mirate, per garantire la sicurezza di una zona ad altissimo rischio sismico e vulcanico.
