Il Paese soffre, ma la casta si riprende i vitalizi: vergogna in Senato

Colpo di mano della commissione contenziosa, ira del M5s. Contrari anche Pd e Lega. L’avvocato Paniz: “Ripristinato lo stato di diritto”

Ricordate le delibere degli uffici di presidenza delle Camere, che nel 2018 tagliavano i vitalizi della casta parlamentare? Nella serata di giovedì è arrivato il colpo di mano: la commissione Contenziosa del Senato ha accolto i ricorsi sulla sforbiciata agli assegni, presentati dagli ex parlamentari. Ed ha annullato quella delibera, che ricalcolava col sistema contributivo l’assegno per gli ex senatori. Tre i voti a favore e due i contrari, quelli dei senatori della Lega, Simone Pillon e Alessandra Riccardi. La decisione scatena l’ira del Movimento 5 stelle, la forza che aveva portato avanti il taglio alle indennità. “Ma davvero c’è ancora qualcuno che pensa ai vitalizi nonostante un’emergenza di questa portata? Senza parole – scrive su Facebool il ministro degli esteri, Luigi Di Maio-. Chi pensa di gioire allora non ha capito nulla. Se ci sono interessi da tutelare sono solo quelli dei cittadini italiani che hanno sofferto per mesi gli effetti di questa pandemia. Abbiamo già abolito i vitalizi e non abbiamo alcuna intenzione di ripristinarli”. Fonti del Pd sottolineano la contrarietà del Nazareno. Esulta invece l’avvocato Maurizio Paniz, legale di molti ricorrenti, ed ex deputato. “La delibera – spiega all’Ansa – è stata annullata perché ritenuta ingiustificata a fronte della giurisprudenza consolidata della Corte Costituzionale e del diritto dell’Unione europea, in base alla quale di fronte a una situazione consolidata gli interventi di riduzione degli importi devono rispondere a cinque requisiti, nessuno dei quali era stato rispettato dalla delibera. In primo luogo non deve essere retroattivo, mentre questo taglio lo era; in secondo luogo non deve avere effetti perenni, come invece li aveva la delibera; in terzo luogo non deve riguardare una sola categoria ma deve essere ‘erga omnes”, mentre qui si colpivano solo gli ex parlamentari; in quarto luogo deve essere ragionevole, mentre questo taglio raggiungeva l’8% degli importi; infine deve indicare dove vanno a finire i risparmi che non possono finire nel grande calderone del risparmio, e anche su questo punto la delibera era carente”. Paniz aggiunge: “Io non ho difeso un privilegio ma un diritto, e in uno Stato di diritto questa è una vittoria di tutti”. Ma non sarà semplice farlo capire a chi è in difficoltà.

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