Il governo giallo rosa inizia lanciando “messaggi d’amore” a Trump e Benetton

Decreto anti-Cina per la gestione nel settore delle telecomunicazioni e conferma dei rapporti concessionari per la rete autostradale

I primi atti politici e amministrativi assunti dal  governo giallo-rosa  sono in favore del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump e del potente gruppo imprenditoriale Benetton. Scelte che hanno destato perplessità, dubbi tra i cittadini considerato che i problemi impellenti, le priorità più sentite riguardano la scuola, i diritti, il lavoro, l’ambiente. Il consiglio dei ministri ha approvato il golden power sulle telecomunicazioni che tradotto significa che il governo Conte bis  avrà voce in capitolo sui contratti che riguardano le forniture di servizi riguardanti le telecomunicazioni da parte di aziende straniere. Un settore fondamentale in cui il decreto permette all’Italia di entrare nelle decisioni dei colossi privati delle telecomunicazioni se queste mettono a repentaglio gli interessi strategici nazionali. Il decreto che fa scattare il cosiddetto Golden Power riguarda in particolare il 5G cinese. Gli Stati Uniti e la Nato avevano avvertito da tempo il governo italiano (allora gialloverde) degli eventuali rischi delle mani cinesi sulla nuova rete, in particolare da parte di Huawei e di Zte. Il governo Trump aveva chiesto rassicurazioni all’Italia sugli investimenti cinesi che finora non erano arrivati. Ma la decisione del consiglio dei ministri cambia le carte in tavola. Roma ha deciso di rassicurare Washington. E lo ha fatto subito, come primo atto del nuovo governo. Una sorta di favore agli Stati Uniti. La mossa del governo giallo rosa arriva anche dopo i messaggi via social di Donald Trump nei confronti del Conte-bis. Ed è del tutto evidente che questa mossa sia servita a dare un primo inequivocabile segnale sull’assoluta volontà da parte di Palazzo Chigi di confermare l’asse euro-atlantica e di ricambiare il favore dell’appoggio dell’amministrazione americana. Altro “messaggio” è stato lanciato in favore di  Autostrade per l’Italia, la società del gruppo Atlantia, di proprietà della famiglia Benetton, al centro della tragedia del ponte Morandi di Genova. La neo ministro alle infrastrutture Paola De Micheli del Pd in un’intervista ha dichiarato senza giri di parole di essere contraria alla revoca della concessione invocata per mesi dal M5S. Il neo ministro ha affermato che “nel programma di governo c’è scritta una parola precisa e molto diversa: revisione. Dobbiamo rafforzare gli investimenti, la sicurezza e ridurre i costi per gli utenti”. Parole che hanno fatto subito balzare il titolo di Atlantia, che in Borsa dopo meno di tre ore di contrattazioni, sale dell’1,77% a 24,73, dopo aver toccato anche un massimo a 24,93 euro. E i Benetton ringraziano. Parole che hanno alimentato tensione e malcontento tra i pentastellati. Gianluigi Paragone, senatore del M5s in una dichiarazione a Radio Popolare non ha usato mezzi termini. “Il ministro uscente Danilo Toninelli ha pagato un prezzo altissimo per essersi opposto a una delle famiglie più potenti che ci sono in Italia e in Europa. Il fatto di essersi opposto ai Benetton ha un prezzo e lo stiamo vedendo. È bastata un’intervista della neo ministra De Micheli per fare schizzare il titolo di Atlantia. Ancora una volta registriamo una convergenza oggettiva sul telaio del potere italiano tra il PD e una famiglia d’imprenditori italiani“.

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