Il governo Genticloni cerca la fiducia al Senato che voleva abolire: “Completeremo eccezionali riforme”

Il premier incaricato fa i conti col pallottoliere dopo l’annuncio che Ala-Sc farà mancare i voti

Al governo Genticloni tocca fare i conti col pallottoliere al Senato, dopo che i verdiniani sono saliti sull’Aventino per essere rimasti senza poltrone ministeriali. E così, dopo la fiducia alla Camera, oggi si replica a Palazzo Madama. La maggioranza c’è ma viaggia sul filo, e i numeri ballerini si faranno sentire più in là, quando ci saranno assenze in aula. Gentiloni, presente da stamattina a Palazzo Madama, è intervenuto nella replica della discussione sulla fiducia. “Voi – dice il premier incaricato – sapete che io ho condiviso pienamente la riforma costituzionale che è stata approvata ripetutamente in quest’aula, ma sapete altrettanto bene che i cittadini italiani hanno deciso, il popolo ha deciso con un referendum dal risultato netto. Quindi potrei dire che la fiducia che chiedo a nome del governo al Senato è una fiducia un po’ particolare: chiedo la vostra fiducia ed esprimo la mia fiducia nei confronti del Senato e delle sue prerogative”. “Non siamo innamorati della continuità – aggiunge – abbiamo anzi rivolto una proposta all’insieme delle forze parlamentari per individuare una convergenza più larga. C’è stata una indisponibilità: non un amore della continuità ma la presa d’atto di questa situazione ha spinto le forze che hanno sostenuto questa maggioranza a dar vita a questo governo, per responsabilità”. In un crescendo, Gentiloni annuncia che il suo esecutivo “deve completare la eccezionale opera di riforma, innovazione, modernizzazione di questi ultimi anni”. Come se appena 10 giorni fa gli elettori non avessero sonoramente bocciato la riforma costituzionale. E per finire: “Sul fatto che ci sia una mole di innovazione portata avanti credo non ci sia alcun dubbio: ci viene riconosciuto dai cittadini italiani e in sede internazionale. Sarebbe assurdo che un governo che molti critici accusano di eccesso di continuità, immaginare che completare le riforme avviate non sia il suo compito principale”. E’ una promessa o una minaccia?

(Foto @senatostampa/twitter)

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