Feriti i poliziotti a guardia della sede diplomatica. Crollata la parte sinistra dell’edificio

IL CAIRO –  L’ordigno ha causato un morto e 9 feriti, distrutto una parte della facciata su Al-Galaa Street e fatto crollare l’ala di sinistra. Un’autobomba è esplosa davanti al consolato italiano al Cairo, intorno alle 6.30.  In quel momento la sede consolare era chiusa. La vittima è un poliziotto. Tra i nove feriti ci sono tre ragazzini tra gli 11 e i 13 anni di una stessa famiglia e la loro madre. Nessuno è in pericolo di vita.
Lo scoppio ha distrutto le tubature dell’acqua allagando la zona. In un tweet, il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, afferma che “Italia non si fa intimidire”. La procura generale del Cairo però non esclude che il vero obiettivo dell’attentato fosse il giudice Ahmed al-Fuddaly, considerato vicino al presidente Al-Sisi. Lo stesso giudice avalla questa pista, riferendo di aver lasciato il luogo pochi minuti prima  dell’esplosione. Al Fuddaly si trovava presso l’associazione dei Giovani musulmani, la cui sede si trova di fronte al consolato. Secondo la sua versione, l’autobomba non poteva sostare davanti alla porta della sede dell’associazione perché c’erano poliziotti di guardia che impedivano ai veicoli di parcheggiare. Quando è esplosa l’autobomba, il giudice era distante circa 200 metri. Per l’esplosione sono stati utilizzati 250 chili di tritolo, riferisce il quotidiano al-Ahram citando fonti della procura del Cairo. Fonti della sicurezza egiziana precisano che finora non è arrivata alcuna rivendicazione.

(Foto da Twitter)

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