L’oramai ex sindaco di Roma si scaglia contro il segretario del partito con cui era stato eletto. Un commissario, nominato dal prefetto, guiderà la Capitale

ROMA – Ha parlato come un fiume in piena in conferenza stampa Ignazio Marino, dopo che, ventisei consiglieri comunali depositando le proprie dimissioni hanno decretato la decadenza di giunta e consiglio. Diciannove quelli del Pd e altri 7  di cui due della maggioranza e 5 dell’opposizione.

“Speravo che la crisi si potesse chiudere in aula invece si è preferito di andare dal notaio – ha spiegato Ignazio Marino. “Questo è il segno di una politica che decide fuori dalle sedi democratiche riducendo gli eletti a persone che ratificano decisioni assunte altrove”. L’ex sindaco ha spiegato che “in un dibattito aperto e franco in aula” avrebbe accettato la sfiducia «a viso aperto per una politica al servizio degli altri e non dei propri vantaggi”. Poi un pensiero al Pd “che mi ha deluso per il comportamento dei suoi dirigenti» e un affondo a Renzi “unico mandante dell’accoltellamento”.

“Le questioni della magistratura si risolvono nelle sedi della giustizia e quelle della politica nelle sedi della politica”. Così Ignazio Marino sulle due inchieste che lo riguardano, lo scontrini gate e quella sulla sua Onlus Imagine. “So che sono estraneo dall’inchiesta sulla mia Onlus Imagine, tirata fuori a tre giorni dal ballottaggio, mentre sugli scontrini io ho chiesto i potere essere ascoltato”, ha aggiunto. “Tutti sanno che dal momento che c’è un’indagine, aperta per un esposto, è giusto che la magistratura compia tutti i suoi atti -ha concluso- Io avevo la volontà di presentarmi davanti all’aula e raccontare tutti gli aspetti di questi due anni e mezzo non privi di tranelli, come la questione della Panda rossa”.

“Se mi ricandiderò col Pd? Sarei leggero a dare una risposta adesso. Per me che ho vissuto tanti anni negli USA l’idea di un Partito democratico è un idea fondamentale, certo poi quando un familiare ti accoltella pensi è stato un gesto inconsulto o premeditato?”.

LE PROTESTE DEI SOSTENITORI DI MARINO: VERGOGNA

“Vergogna” hanno urlato i sostenitori di Marino ai consiglieri del Pd che uscivano dal Campidoglio. “Siete tutti Scilipo

IL PREFETTO NOMINERA’ PRESTO IL COMMISSARIO

 

“Il prefetto Gabrielli potrebbe nominare anche subito il commissario – ha spiegato Stefano Esposito, per pochi mesi assessore ai Trasporti – in ogni caso al massimo entro lunedì il commissario sarà operativo”.

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