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Governo M5S-Pd, muro contro muro su Conte. Fico si chiama fuori: c’è il rischio Lega

Redazione by Redazione
25 Agosto 2019
in Attualità, In Primo Piano
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Telefonata Di Maio-Zingaretti: il capo politico ribadisce che i 5 stelle vogliono solo la conferma del premier dimissionario. E il presidente della Camera, alternativa proposta dai dem, si sarebbe convinto a rinunciare per le pressioni della base: in troppi vorrebbero di nuovo il Carroccio, e se si finisse col votare su Rousseau, l’opzione gialloverde potrebbe vincere. Intanto, dal G7 il professore ripete: “Mai più con Salvini”

Trattativa per un governo M5S-Pd: il M5S non arretra sul nome di Giuseppe Conte premier, e siamo al muro contro muro. Intanto, Roberto fico si chiama fuori dalla corsa a Palazzo Chigi: decisive sarebbero le pressioni della base e tanti esponenti del movimento, favorevoli ad un nuovo accordo con la Lega. E Giuseppe Conte, dal canto suo, ribadisce: “Mai più col Carroccio”. Anche se Salvini continua a lanciare messaggi di riconciliazione, sperando nella ripartenza gialloverde. Sono quindi ore convulse, sul tavolo aperto tra 5 stelle e Partito Democratico. In mattinata, telefonata tra Di Maio e Zingaretti. Il capo politico dei 5 stelle ha ribadito la linea: “Tutto il Movimento è leale a Giuseppe Conte, nostro unico nome”. Una risposta al gradimento espresso a Roberto Fico dal Nazareno. “Dire di no a Conte per trovare altri nomi figli di strategie politiche- affermano fonti pentastellate, interpellate dall’Ansa -, significa indebolire il Paese. Non vorremmo che fosse una scusa per tornare al voto. In tal caso Zingaretti e i suoi devono essere chiari”. Ma il Pd insiste nel no al premier dimissionario. E secondo ambienti della segreteria Dem, Zingaretti avrebbe espresso “malessere” per gli “ultimatum” del M5S. Uno stallo che deve fare i conti con la clessidra di Mattarella, il cui termine è fissato per martedì. Se, comunque, Zingaretti non demorde nella ricerca di una soluzione, si registra il pressing renziano. L’ala del presunto rottamatore non fa mistero dell’ok al professore: “Zingaretti accetti la sfida del M5S, via libera a Conte per – dichiarano fonti vicine a Renzi – formare un esecutivo di svolta sui contenuti e sulla compagine ministeriale”.
Chi invece si tira fuori dalla partita a scacchi sul governo, è proprio il presidente della Camera. Altre fonti vicine a Fico riferiscono che egli “intende responsabilmente dare continuità al suo ruolo”. Ma in realtà, pare che la terza carica dello Stato abbia riflettuto, sull’esplicita offerta del Pd. Nella ricostruzione dell’agenzia Dire, appena ieri era parso combattuto sull’ipotesi (“Io premier? Non lo so. Amo il mio ruolo, mi piacerebbe mantenerlo”). Tuttavia, stamattina sarebbe maturata la decisione di rinunciare alla tentazione. A convincere Fico le pressioni degli ambienti grillini favorevoli alla nuova intesa con la Lega, mentre la base è in fermento all’idea di unirsi al Pd. Una spaccatura che potrebbe condurre dritti al voto sulla piattaforma Rousseau, per stabilire l’alleanza di governo. Uno scenario che avrebbe consigliato a Fico di non bruciarsi, avanzando una candidatura a rischio bocciatura.

 

Intanto, dal G7 di Biarritz torna a parlare Giuseppe Conte. E mette diverse cose in chiaro. La prima è una smentita della telefonata a Di Maio, riportata da alcuni giornali, come precisano fonti di palazzo Chigi. La seconda è una dichiarazione pubblica: “Per quanto mi riguarda, la stagione con la Lega è chiusa e non si riaprirà”. Ma non c’erano molti dubbi, dopo la bastonatura a Salvini in Senato. Una realtà che, però, complica i piani di quanti dialogano con il Carroccio. Anche perché su Conte pende l’endorsement di Beppe Grillo, parole scolpite nella coscienza collettiva del M5S. Ma nonostante tutto, Salvini non dispera di riagganciare i grillini, twittando “Mai arrendersi, mai!”. Magari pensarci prima?

Tags: Contedi maiogoverno giallorossogoverno gialloverdelegaM5Spdroberto ficosalvinizingaretti
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