Cremaschi, ex leader storico Fiom Cgil: “Nazionalizzare stabilimenti Whirlpool”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo integralmente

Forza operaie e operai Whirlpool, basta col servilismo politico verso i padroni. La direzione della Whirlpool ha deciso la chiusura dello stabilimento di Napoli per interposta società. Infatti lo stabilimento è stato ceduto ad una azienda fantasma con sede in Svizzera e quasi priva di dipendenti, la PRS, che ha annunciato una fantomatica riconversione tra due anni, naturalmente non per tutti i dipendenti. Di fronte alla sfacciataggine di questi licenziamenti, neppure mascherati, giustamente i lavoratori hanno risposto con una grande mobilitazione, che deve avere tutto il sostegno possibile. Tuttavia la risposta politica e quella sindacale sono assolutamente inadeguate. Il governo ha detto no alla svendita dello stabilimento, però questo di per sé non cambia nulla.

Bisogna colpire e punire la multinazionale fino a nazionalizzare lo stabilimento e a far ripartire a produzione anche con la partecipazione gestionale dei lavoratori. Le organizzazioni sindacali a loro volta debbono davvero fare della vertenza Whirlpool un punto centrale per tutto il paese. Bene lo sciopero del gruppo il 4 ottobre, ma la fabbrica si salva anche se i sindacati confederali la smettono di balbettare e abbandonano la catastrofica linea che ha portato ad accordi come quello Embraco, accordi di finta reindustrializzazione completamente falliti. Bisogna che politica e sindacati escano dalla subalternità verso il mercato e verso le multinazionali. Non c’è soluzione alle crisi, in un periodo recessivo, affidandosi al buon imprenditore che salvi fabbrica e lavoratori. Tutti gli accordi, tutte le promesse fatte così si sono rivelati autentici bidoni. La lotta sacrosanta e generosa dei lavoratori Whirlpool merita un risposta diversa da quelle impotenti ed inutili date finora.

Se il mercato distrugge il lavoro, allora per salvare il lavoro bisogna andare contro il libero mercato. Con l’INTERVENTO PUBBLICO. O c’è questo o saranno chiacchiere e pianti. Son 150000 almeno i lavoratori che rischiano il posto per crisi e ristrutturazioni aziendali. La lotta dei lavoratori di Napoli riguarda loro e tutto il paese, se alla Whirlpool viene fermato il massacro sociale, beh è un passo avanti enorme per tutto il mondo del lavoro. Questa lotta è la cartina di tornasole con la quale misurare tutta la politica ed il governo, per verificare se qualcosa cambia davvero, o se dopo le lacrime di coccodrillo continuerà il servilismo verso i padroni. Forza operaie ed operai Whirlpool grazie di non mollare, siamo con voi.

                                                                                               Giorgio Creamaschi

                                                                               

 

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