Gb, l’assassino ha infierito sulla deputata uccisa. Il sospetto ha legami con gruppi razzisti

Tommy Mair, 52 anni, è il fermato per l’omicidio di Jo Cox. La vittima aveva ricevuto diversi messaggi di minacce negli ultimi tre mesi, per le sue posizioni anti Brexit e a favore degli immigrati, ma non erano state prese adeguate misure di protezione per lei

Emergono particolari agghiaccianti, all’indomani dell’omicidio della deputata anti Brexit Jo Cox. L’esponente laburista è stata aggredita e uccisa selvaggiamente per strada da un uomo che ha infierito su di lei con un coltello e l’ha poi finita senza pietà con tre colpi di pistola. Ma l’assassinio è arrivato dopo diversi messaggi di minacce negli ultimi tre mesi. Nonostante questo la revisione delle misure di protezione da parte della polizia era ancora in corso.

L’uomo fermato con l’accusa di omicidio è Tommy Mair (in basso), 52 anni, originario di Batley. Su di lui ombre inquietanti. Descritto come un solitario, è sospettato di legami con il gruppo suprematista bianco Springbok Club: è nel database della rivista online da 10 anni. L’Independent riprende dagli Usa la denuncia del Southern Poverty Law Centre, un’associazione per i diritti civili, secondo la quale Mair avrebbe comprato anni fa un manuale sulla fabbricazione di armi da un sito della National Alliance, organizzazione neonazista e suprematista americana. Secondo un testimone l’assassino della Cox avrebbe gridato “Britain first” (la Gran Bretagna prima di tutto) prima di ucciderla.

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