Gaza: gli israeliani bombardano una scuola, uccidono un operatore Tv e feriscono un giornalista

La Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj) si è detta “scioccata” dall’attacco

 L’operatore video dell’emittente televisiva satellitare qatariota di “Al Jazeera” Samer Abudaqa è stato ucciso e il giornalista Wael Dahdouh è rimasto ferito in un attacco aereo israeliano a Khan Younis, nella parte meridionale della Striscia di Gaza.

Il cameraman Abudaqa e il corrispondente Dahdouh stavano facendo un reportage alla scuola Farhana di Khan Younis quando sono stati colpiti da un bombardamento israeliano.

La tv araba riferisce che le squadre di soccorso non sono state in grado di raggiungere immediatamente Abudaqa e gli altri sul posto a causa dei continui attacchi israeliani.

Dahdouh è stato colpito da una scheggia sulla parte superiore del braccio ed è riuscito a raggiungere l’ospedale Nasser dove è stato curato per ferite lievi. La rete mediatica “Al Jazeera” ha condannato l’attacco e ha espresso le sue condoglianze alla famiglia di Abudaqa a Gaza e in Belgio.

 “La Rete ritiene Israele responsabile di aver sistematicamente preso di mira e ucciso i giornalisti di Al Jazeera e le loro famiglie”, si legge in una dichiarazione. “Durante il bombardamento di oggi a Khan Younis, i droni israeliani hanno lanciato missili contro una scuola dove i civili cercavano rifugio, provocando vittime indiscriminate”, ha affermato la rete. “Dopo il ferimento, Samer e’ stato lasciato morire dissanguato per oltre 5 ore, poichè le forze israeliane hanno impedito alle ambulanze e ai soccorritori di raggiungerlo, negandogli le cure di emergenza necessarie”, aggiunge la nota.

Alla fine di ottobre, Dahdouh ha perso quattro membri della sua famiglia in un raid aereo israeliano.

Il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj) si è detto “profondamente rattristato” e ha chiesto un’indagine indipendente sull’attacco. La Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj) si è detta “scioccata” dall’attacco. I due giornalisti collaboravano con “Al Jazeera Arabic” da prima della guerra.

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