Gaffes, strafalcioni e anomalie nei temi: e il concorso in polizia diventa guerra di carte bollate

In questi giorni si discutono i ricorsi al consiglio di Stato di centinaia di poliziotti esclusi dalla selezione interna per vice ispettori, attesa da 15 anni. Centinaia di candidati esclusi sostengono che tra gli elaborati degli idonei ci siano troppe strane coincidenze, miste ad incredibili errori grammaticali. E così è scattata la battaglia legale

E’ l’ultimo capitolo della guerra a carte bollate in cui si è trasformato il concorso partito con grandi aspettative, ora impantanato in una pozzanghera di sospetti. Nelle date di oggi, del 22 e 29 settembre il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi sui ricorsi proposti da centinaia di candidati esclusi dopo la prova scritta del concorso interno per 1400 vice ispettori della Polizia di Stato. Sono decisi a fermare la procedura, puntando il dito contro la girandola di presunte anomalie. Il primo round ha visto uno score decisamente negativo per l’esercito di poliziotti-ricorrenti, pronti ad impugnare l’ordinanza con la quale il Tar Lazio ha rigettato l’istanza cautelare perché “non sono sufficientemente comprovati” i pregiudizi derivanti dalla mancata convocazione alla prova orale. Ma non rischiano di perdere solo i candidati esclusi e furenti per le accuse di temi copiati e coincidenze strane. E’ la stessa polizia risucchiata nel vortice di una polemica imbarazzante per l’istituzione, che più di altre dovrebbe garantire un’immagine trasparente.
Insomma, non doveva finire così. Il concorso era arrivato dopo un’attesa di 15 anni, per un ruolo nel quale c’è una carenza di organico di circa 11mila unità. Al via si erano presentati 22mila poliziotti, tra cui laureati e abilitati alla professione forense. Tantissimi i pluri decorati. Le preselezioni nel giugno di due anni fa. Alla prova scritta passano 7032 candidati. Il 29 gennaio 2015 gli aspiranti vice ispettori sono chiamati a svolgere un elaborato di diritto penale sulla struttura del reato e le cause di giustificazione, in particolare l’esercizio del diritto, l’adempimento del dovere e l’uso legittimo delle armi. Argomenti non certo ostici per poliziotti con almeno 12 anni di servizio. Gli scritti però si rivelano una falcidia: sono idonei solo 2127 agenti. Ma a saltare all’occhio non è questo. Tra gli ammessi agli orali, in oltre 1400 raggiungono lo stesso punteggio di 35/50, ovvero il minimo. Nessuno 34/50 ed appena 73 con un voto da 30/50 a 33/50. Una curiosa distribuzione dei risultati, che non convince molti. Gli esclusi cominciano a rumoreggiare, ed è solo il principio. L’Ufficio Concorsi del Dipartimento di pubblica sicurezza è sommerso da migliaia di istanze di accesso agli atti. E’ proprio sfogliando le carte che tanti sobbalzano: tra gli elaborati degli idonei emergono orrori grammaticali, passaggi molto simili a libri di testo o documenti presenti sulla rete, segni distintivi e perfino presunti messaggi ai componenti della commissione. “Elaborati di candidati ammessi agli orali che – afferma l’avvocato Augusto Sinagra, tra i curatori dei ricorsi – costituiscono un insulto non soltanto al diritto penale ma soprattutto alla lingua italiana”. Si moltiplicano le istanze al Tar Lazio ed al presidente della Repubblica. Alla commissione esaminatrice si chiede di procedere in autotutela, con una nuova correzione che freni la valanga di ricorsi.

 
I SOSPETTI DEI CANDIDATI ESCLUSI  E LE STRANE ANOMALIE – Tra i candidati giudicati non idonei monta la rabbia. Centinaia di loro si costituiscono nell’associazione Tutela & trasparenza, per far valere le proprie ragioni. Del caso si interessano i sindacati di categoria. Una denuncia dell’Ugl arriva sul tavolo dell’allora capo della polizia, Alessandro Pansa. “Numerosissimi sono i casi di elaborati giudicati idonei – scrive l’organizzazione sindacale – nonostante la presenza di errori concettuali di diritto come nel caso di candidati che confondono l’elemento soggettivo del reato col soggetto attivo, che citano tra gli elementi essenziali della struttura del reato il precetto e la sanzione, che letteralmente scrivono ‘Il reato è una norma prevista dalla legge’, che non sanno cosa sia la causalità al punto da scrivere sempre casualità, che, demolendo le basi del diritto penali, civile ed amministrativo, scrivono che i reati si distinguono in illeciti civili e amministrativi per diverse nature delle sanzioni (delitti e contravvenzioni). Come può essere qualificata, se non irragionevole, arbitraria ed affetta da eccesso di potere la valutazione della commissione che ha valutato idoneo un elaborato – si legge nella missiva – in cui è scritto: all’uscita della banca se il rapinatore non impugna l’arma direttamente non si è autorizzati a sparargli ad altezza petto bensì alle gambe per evitargli la fuga'”.

“E’ davvero singolare, per non dire sospetto – accusa il sindacato – che tra gli elaborati giudicati idonei ve ne siano numerosi per larghi tratti identici a documenti presenti in rete o a libri di testo, uno degli elaborati in questione risulta addirittura sovrapponibile per il 90% di esso ad un testo, un altro risulta del tutto identico ai passaggi di ben 7 diversi documenti presenti in rete, tra i quali una tesi di Laurea, tutto questo nonostante, come è ovvio, non si potessero consultare libri di testo né si potesse accedere al web. Certo è che la commissione ha espulso ben 38 candidati durante la prova ed ha annullato altri 38 elaborati in sede di correzione in quanto copiati!”. E a completare il quadro delle stranezze, c’è “il fatto che tra gli elaborati giudicati idonei ve ne siano alcuni con segni e diciture che non avrebbero motivo di essere presenti sul compito, come nel caso dei candidati che scrivono: mi dispiace non sono riuscito a trascrivere il testo in bella copia oppure si ringrazia per l’attenzione o ancora nota per il funzionario che valuterà: per mancanza di tempo lo svolgimento della traccia continua nel foglio della brutta copia contrassegnata dal numero di pagina 6 oppure sono spiacente ho ultimato il tempo, si voglia leggere l’ultima parte dell’elaborato sulle ultime due pagine della brutta copia contrassegnate. Grazie scusate”.

 

Il segretario del Sap rincara la dose: “Non è accettabile che i numerosi colleghi risultati non idonei alla prova scritta del concorso siano così bistrattati anche quando, dopo il difficilissimo accesso agli atti, hanno scoperto le carte e le hanno messe sul tavolo. Ora necessitano risposte. E’ inutile riproporre qui quale abominio del diritto sia stato perpetrato, già lo conoscete. Noi – fa sapere a Pansa – le carte le abbiamo analizzate e ciò ci porta a condividere quanto è stato rappresentato da tanti degli esclusi. Gli elaborati di quest’ultimi non possono essere considerati assolutamente inferiori a quelli di coloro che hanno superato la prova scritta. Mai si era assistito ad una tale legittima manifestazione di dissenso”.

 

 

LA PERIZIA STATISTICA: “RISULTATI IMPOSSIBILI” – Le anomalie riscontrate nei temi vengono definite “incredibili” dai ricorrenti. A generare altri sospetti è la perizia di parte del professor Alessandro Polli, docente di statistica economica alla Sapienza di Roma. La sua ricerca rileva “l’impossibilità statistica della distribuzione dei voti”. Una convinzione che lo porta a concludere: “La commissione non ha utilizzato realmente i 4 criteri di valutazione ufficiali ma piuttosto un unico criterio”. Ma le proteste sono vane. Il concorso infatti procede spedito con le prove orali ed attitudinali. E stancamente si avvia al traguardo, tra troppi mugugni.

Gianmaria Roberti

(Foto www.siap-polizia.org)

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