La marina israeliana intercetta tutte le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla. Tra i fermati anche il deputato M5s Dario Carotenuto e il giornalista Alessandro Mantovani
La missione della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza si è conclusa con il fermo di tutte le imbarcazioni da parte della marina israeliana. Dopo che dieci barche erano riuscite inizialmente a proseguire la navigazione evitando un primo abbordaggio, le unità sono state intercettate quando si trovavano a circa cento miglia nautiche dalla Striscia. Secondo quanto riferito dagli organizzatori della spedizione, durante l’operazione sarebbero stati esplosi colpi contro sei natanti, tra cui la Girolama, battente bandiera italiana. La stessa organizzazione ha però precisato di non poter confermare la natura dei proiettili utilizzati.
Da parte israeliana è arrivata una versione differente dei fatti: le autorità hanno negato l’impiego di armi da fuoco, sostenendo invece di aver utilizzato strumenti «non letali» con finalità dissuasive e assicurando che nessuno degli attivisti sarebbe rimasto ferito.
Tra le persone fermate figurano 29 cittadini italiani, che verranno trasferiti nel porto israeliano di Ashdod. A bordo delle imbarcazioni c’erano anche il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani e il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto verifiche immediate sulle modalità dell’intervento israeliano, sollecitando garanzie per la sicurezza e il trattamento dei connazionali coinvolti.
Sul piano politico, l’episodio ha acceso lo scontro interno. Giuseppe Conte ha definito l’operazione «un sequestro illegale e intollerabile», chiedendo al governo un intervento deciso per ottenere il rilascio immediato degli italiani. Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, ha domandato la convocazione dell’ambasciatore israeliano, mentre la vicepresidente della Camera Anna Ascani ha invitato l’esecutivo ad agire senza ritardi.
La spedizione era partita giovedì scorso da Marmaris, in Turchia, con l’obiettivo dichiarato di consegnare aiuti umanitari e richiamare l’attenzione internazionale sulla situazione nella Striscia di Gaza. In totale partecipavano 54 imbarcazioni e 426 attivisti provenienti da 39 Paesi. Già nelle ore precedenti alcune unità erano state fermate al largo di Cipro, fino al definitivo blocco dell’intera flottiglia.
Secondo le procedure annunciate dalle autorità israeliane, gli attivisti potranno accettare un’espulsione immediata oppure essere trattenuti fino a 24 ore prima del rimpatrio. Non si esclude però che alcuni possano essere sottoposti a ulteriori interrogatori o verifiche, come già avvenuto in precedenti episodi simili.
La vicenda ha provocato reazioni anche a livello internazionale. I ministri degli Esteri di dieci Paesi – tra cui Spagna, Brasile, Turchia e Giordania – hanno espresso una condanna formale dell’intervento israeliano contro la missione. La Global Sumud Flotilla sostiene inoltre che la presenza di cittadini italiani e di imbarcazioni registrate in Italia comporti per lo Stato italiano specifici obblighi di tutela diplomatica e giuridica.
Nel frattempo la Procura di Roma, che aveva già aperto fascicoli relativi a precedenti abbordaggi della flottiglia contestando ipotesi di tortura e sequestro di persona, potrebbe ora ampliare il quadro delle accuse. Gli attivisti parlano anche di possibile tentato omicidio e hanno annunciato il deposito di un nuovo esposto.
Il gruppo italiano coinvolto nella missione era composto da figure molto diverse tra loro: parlamentari, medici, giornalisti, operai e attivisti. Sul peschereccio Kasri Sadabat viaggiavano, oltre a Alessandro Mantovani e Dario Carotenuto, anche Ruggero Zeni, attivista trentino di 69 anni. Sulla Don Juan erano presenti Antonella Bundu, già consigliera comunale a Firenze, e Dario Salvetti del collettivo Gkn di Campi Bisenzio, insieme ai livornesi Claudio Paganelli e Federico Paganelli e al medico anestesista senese Alfonso Coletta, che poco prima del fermo aveva diffuso un messaggio video denunciando: «Mi hanno rapito in acque internazionali».
Tra gli altri italiani bloccati figurano Vittorio Sergi, docente del liceo Rinaldini di Ancona, la freelance barese Simona Losito, che ha documentato la navigazione fino agli ultimi minuti prima dell’intervento, Danilo Gallina, Ilaria Mancosu e Gianfranco Frongia. Alla mobilitazione partecipava anche Giuseppina Branca, infermiera piemontese di 79 anni, impegnata però nel convoglio terrestre diretto verso la Palestina e fermato in Libia.
Ciro Crescentini

