Fermo, nigeriano ucciso dopo insulti alla compagna: 35enne fermato con aggravante razziale

Il 35enne ultrà della Fermana accusato di omicidio preterintenzionale

E’ stato fermato con l’accusa di omicidio preterintenzionale, con l’aggravante della finalità razziale, Amedeo Mancini, l’ultrà della Fermana indagato per l’uccisione di Emmanuel Chidi Namdi, il richiedente asilo nigeriano pestato a morte il 5 luglio a Fermo, mentre difendeva la compagna.

 

 

 

LA RICOSTRUZIONE: PERCHE’ IL MOVENTE RAZZIALE – Secondo la ricostruzione della polizia Mancini aveva aggredito, prima verbalmente parlando di “scimmie africane”, poi strattonandola, la compagna di Emmanuel. Il nigeriano avrebbe reagito impadronendosi di un paletto staccabile della segnaletica stradale con cui avrebbe colpito il tifoso, un 35enne italiano già noto alle forze di polizia e sottoposto a Daspo, facendolo cadere a terra. Rialzatosi, Mancini lo avrebbe raggiunto con un pugno al viso, facendolo cadere. Nella caduta Emmanuel ha battuto la testa e sarebbe poi stato colpito ancora.

 

 

ARRIVA LO STATUS DI RIFUGIATA PER LA DONNA – “La commissione competente ha concesso alla compagna del migrante ucciso a Fermo lo status di rifugiata”, annuncia Angelino Alfano dopo il comitato per l’ordine e la sicurezza in Prefettura. La donna aveva sostenuto l’esame per il riconoscimento dello status lo scorso maggio.

 

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