Femminicidi, scia inarrestabile. Ortona: uccide moglie e amica. Vicentino: sgozza la consorte

Abruzzo:  Francesco Marfisi, 50 anni, ha ucciso a coltellate la moglie Letizia Primiterra, 47 anni e la sua amica, Laura Pezzella, 33 anni, alla quale lui probabilmente attribuisce la fine del rapporto. L’uomo è stato fermato dai carabinieri mentre si stava recando a casa di un’altra donna, per ammazzare anche lei. Veneto: La vittima è Nidia Roana Loza Rodriguez, 37 anni, colombiana, uccisa dal marito Mirko Righetto, 48enne

Giornata tragica sul fronte della violenza sulle donne. A Ortona, provincia di Chieti, Francesco Marfisi, 50 anni, ha ucciso a coltellate l’ex moglie Letizia Primiterra, 47 anni e la sua amica, Laura Pezzella, 33 anni (vittime in foto), alla quale lui probabilmente attribuisce la fine del rapporto. L’uomo è stato fermato dai carabinieri con una breve colluttazione mentre si stava recando a casa di un’altra donna, per ammazzare anche lei. Secondo una prima ricostruzione, la moglie sarebbe stata uccisa nell’androne di casa di una conoscente dove si era appoggiata, in attesa della separazione. Dopo Marfisi si è recato a casa di Laura Pezzella. Il coltello, arma del duplice delitto, è stato recuperato.

 

 

Una lite, forse scoppiata per motivi di gelosia, all’origine dell’omicidio avvenuto la scorsa notte a Camisano Vicentino, provincia di Vicenza. La vittima è Nidia Roana Loza Rodriguez, 37 anni, colombiana, uccisa dal marito Mirko Righetto, 48enne.

L’uomo ha alle spalle lievi precedenti penali, ed era alla guida di un’azienda di serramenti, ereditata dal padre, anche se negli ultimi tempi gli affari non sarebbero andati bene. La donna, divenuta cittadina italiana, lavorava come infermiera in una casa di riposo privata non lontano da casa. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri Righetto ha aggredito, tra la cucina e il soggiorno, la consorte con un coltello a serramanico, poi recuperato dai militari, con il quale le ha inferto almeno due coltellate all’altezza del collo, che sono state letali, anche se qualcosa di più preciso si conoscerà dopo l’esame autoptico. Con lucidità l’uomo poi ha chiamato la madre, che abita a pochi passi dalla sua casa, alla quale, senza raccontarle però quanto successo: a lei ha chiesto di prelevare la loro bambina di 3 anni, che dormiva al piano di sopra e che non ha sentito nulla. Quando la signora ha lasciato la casa l’uomo ha quindi telefonato al 112 per denunciare il gesto compiuto.

Gli stessi militari hanno allertato anche un’ambulanza del Suem 118, ma al loro arrivo sul posto la donna era già morta, come accertato dai sanitari. A quanto si apprende la coppia non stava divorziando anche se i due coniugi si erano già rivolti ad un consulente matrimoniale per avere informazioni su eventuali pratiche. Secondo quanto raccontato dall’uomo ai militari la donna avrebbe minacciato il marito di portare via la bambina e di non fargliela più vedere. Negli ultimi tempi i litigi erano diventati più frequenti: nella seconda metà dello scorso anno in un paio di occasioni i carabinieri erano stati chiamati nella villetta dei coniugi Righetto, ma nessuno di loro aveva poi presentato denunce.

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