Responsabilità solidale cancellata: i committenti non saranno più vincolati
A pochi giorni dal secondo anniversario della tragedia nel cantiere Esselunga di Firenze, dove nel 2024 persero la vita cinque operai, il Parlamento europeo ha discusso una risoluzione sulle norme di sicurezza e responsabilità nei subappalti. Nonostante l’urgenza e l’eco della strage, i partiti del centrodestra italiano hanno contribuito a indebolire il testo e, infine, hanno votato contro.
Il provvedimento, pur non essendo vincolante, rappresenta una presa di posizione importante sul tema degli appalti e subappalti, spesso terreno fertile per infortuni e irregolarità sul lavoro. Il testo originale, frutto di un compromesso in commissione Occupazione (EMPL) tra popolari (PPE) e socialisti (S&D), includeva la cosiddetta relazione Ini, che proponeva di valutare l’adozione di una direttiva europea per rendere vincolanti alcuni obblighi, in particolare la responsabilità in solido lungo tutta la catena dei subappalti.
L’ipotesi di un atto vincolante ha incontrato subito la resistenza delle associazioni datoriali. Secondo BusinessEurope e le organizzazioni settoriali cofirmatarie, “un intervento simile sarebbe stato un grave attacco alla libertà d’impresa”. In risposta, gli europarlamentari italiani di centrodestra hanno chiesto e ottenuto la rimozione di alcuni passaggi chiave, tra cui la proposta di direttiva e l’introduzione di un sistema di responsabilità solidale per committenti e subappaltatori. Anche la parte che mirava a limitare le catene di appalti nei settori a rischio è stata cancellata.
Quando il testo, già ammorbidito, è arrivato in Aula, il centrodestra italiano ha votato compatto contro. Nel gruppo ECR, di cui fa parte Fratelli d’Italia, la contrarietà è stata unanime. Nel PPE la maggioranza dei membri italiani si è opposta al provvedimento, mentre nel gruppo PPE europeo il voto è stato più frammentato. Anche la pattuglia italiana del PPEF, gruppo che include la Lega, ha votato in maggioranza contro. Al contrario, eurodeputati di Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra hanno sostenuto la risoluzione, sia nella versione originale sia in quella modificata.
Secondo la CGIL, “si tratta di un importante punto di partenza per spingere la Commissione europea a rivedere le normative sui subappalti”. Tuttavia, Marco Benati e Alessandro Genovesi, dell’ufficio contrattazione inclusiva, appalti e lavoro nero, sottolineano che “alcuni emendamenti approvati, grazie al sostegno congiunto di ECR, PPE e Pfe, hanno depotenziato in parte la proposta originaria, rispondendo alle pressioni dei datori di lavoro”.
Il risultato finale mette in luce il contrasto tra le esigenze di tutela dei lavoratori e la pressione delle imprese, e conferma come, anche di fronte a tragedie come quella di Firenze, la politica europea continui a mediare tra sicurezza e interessi economici.
CiCre

