L’esternalizzazione e la privatizzazione macinano le vite di chi lavora e degradano le infrastrutture del paese. Il cordoglio delle istituzioni è solo ipocrisia.
Una delle tragedie sul lavoro più gravi della storia recente del nostro Paese. Un gravissimo incidente si è verificata oggi pomeriggio, intorno alle 14,30, nella centrale elettrica Enel del lago di Suviana, sull’Appennino bolognese, centrale strategica per la rete nazionale. Una turbina è esplosa all’ottavo piano sotto lo zero causando prima un incendio e poi l’allagamento del nono, con crollo di un solaio.
L’esplosione e il successivo crollo hanno travolto almeno 12 tecnici, tutti dipendenti di ditte subappaltatrici (uno era un ex dipendente Enel impiegato come consulente per queste società), che lavoravano alla messa in opera di adeguamenti della centrale. In tre, all’ottavo piano, sono morti sul colpo e sono stati individuati i corpi. Altri sono stati investiti dal soffitto crollato, prima che un tubo refrigerante della turbina allagasse l’ambiente.
Quattro persone risultano al momento ancora disperse, ma le ricerche andranno avanti per tutta la notte. Cinque invece sono gravemente ferite e ricoverate negli ospedali di Parma, Cesena, Bologna e Pisa.

Dal momento dell’esplosione sono intervenute dodici squadre dei vigili del fuoco, di cui due di sommozzatori. A queste si aggiungono due squadre specializzate nella ricerca sotto le macerie: dovranno operare fino a 40 metri sottoterra, su 70 di profondità della centrale, per recuperare i dispersi.
Sul posto, anche carabinieri, polizia e Guardia di finanza. Ancora non ci sono informazioni sulle identità delle persone coinvolte nell’incidente.
Ancora da chiarire molti aspetti della dinamica: pare che prima dell’esplosione si fosse sentito un rumore strano che ha spinto alcuni lavoratori ad allontanarsi. Il lavoro dei soccorritori proseguirà per tutta la notte, fino a quando non saranno stati ritrovati tutti i dispersi

Sul posto anche il procuratore capo, Giuseppe Amato. “Adesso è il momento della ricerca, poi sarà il momento di capire che cos’è successo”, si è limitato a dire ai cronisti.
Inevitabilmente verrà aperta un’inchiesta: “In questa fase stiamo cercando di capire che cos’è successo, faremo un’iscrizione di natura tecnica del fascicolo nei prossimi giorni per eseguire gli accertamenti urgenti che sono in primo luogo quelli sulle salme, verificheremo se è necessario o no procedere alle autopsie e poi dopo faremo gli approfondimenti”.
I lavoratori vittime dell’esplosione sono quasi tutti appartenenti a ditte esterne. Ditte a cui Enel appalta i lavori. Si tratta di trasfertisti che vengono da tutta Italia, operai che lavorano su turni. Le aziende nel cantiere cambiano a seconda del lavoro da svolgere. L’esternalizzazione e la privatizzazione macinano le vite di chi lavora e degradano le infrastrutture del paese. Il cordoglio delle istituzioni è solo ipocrisia.
CiCre
