I residenti dei Campi Flegrei si mobilitano per un piano d’emergenza efficace.
Domani mattina alle 10 partirà dalla stazione dei Gerolomini la manifestazione organizzata dai comitati cittadini, che si concluderà nel centro di Pozzuoli. L’iniziativa nasce come risposta alle recenti dichiarazioni del capo della Protezione Civile, Ciciliano, il quale ha affermato che, in caso di un terremoto di magnitudo 5, si conteranno i morti. Una risposta che ha suscitato preoccupazione e indignazione tra i residenti dei Campi Flegrei, spingendoli a scendere in piazza per chiedere misure concrete e urgenti a tutela della sicurezza delle persone.
“Pretendiamo la messa in sicurezza degli edifici e un piano di intervento della Protezione Civile che sia adeguato e commisurato alle scosse che viviamo ogni giorno”, afferma Laura Iovinelli, attivista del Comitato Emergenza Campi Flegrei. Secondo Iovinelli, è fondamentale che le istituzioni adottino una visione collettiva, capace di prendere decisioni difficili per il bene di tutta la comunità. Non è più il momento di pensare solo ai singoli interessi, ma di considerare ciò che è più ragionevole fare per proteggere i bambini, gli anziani, e le persone vulnerabili che vivono in edifici danneggiati.
L’attivista, che ha vissuto in prima persona la paura del bradisismo e le difficoltà di essere sfollata, mette in evidenza come il rischio non possa essere ignorato, specialmente per chi vive in abitazioni già compromesse. “Io sono stata sfollata, ho dovuto lasciare la mia casa, ma oggi posso dire di esserne grata. Se fossi rimasta lì, sarei probabilmente morta dalla paura. Non possiamo aspettare che le scosse si intensifichino per reagire. Il bradisismo è una realtà che dobbiamo affrontare ogni giorno, non solo quando si verificano eventi più drammatici”, sottolinea Iovinelli.
Il problema, però, non riguarda solo chi è già stato costretto ad allontanarsi dalla propria abitazione. “Per chi vuole restare nella propria casa, ma chiede la messa in sicurezza o il bonus sismico, bisogna essere consapevoli che le ristrutturazioni non avvengono dall’oggi al domani. Serviranno almeno due anni, e durante questo tempo chi vive in edifici vulnerabili dovrebbe essere disposto a restare fuori casa, proprio come è successo a me. Chi mi ha criticata su questo punto è consapevole dei rischi? Se restassero in quelle case durante i lavori di messa in sicurezza, sarebbero davvero al sicuro?” chiede l’attivista.
Il Comitato Emergenza Campi Flegrei chiede un intervento straordinario per affrontare il rischio bradisismico. “Lo Stato deve adottare un provvedimento speciale per i Campi Flegrei, perché il fenomeno del bradisismo è unico in Italia. Non possiamo accettare che gli aiuti dipendano dal colore di un’allerta che, come è strutturata attualmente, non fa altro che condannare la città”, affermano i manifestanti.
Le richieste sono chiare e puntano a misure concrete:
- Un piano d’emergenza stratificato, con protocolli di azione specifici per ogni livello di impatto.
- La verifica e messa in sicurezza degli edifici a rischio, con interventi a carico dello Stato, da effettuare attraverso controlli approfonditi da tecnici strutturisti, e non con le valutazioni superficiali attuali.
- Garanzie per la sistemazione degli sfollati, che dovranno avere un alloggio sicuro, anche attraverso la requisizione delle strutture disponibili in zona da parte dello Stato.
“La sicurezza dei cittadini deve essere una priorità. Non dobbiamo arrivare a contare i morti, dobbiamo prevenire questa tragedia. Questo è l’obiettivo che dovrebbe guidare ogni intervento della Protezione Civile. E questo sarà il nostro slogan”, concludono i comitati, determinati a far sentire la loro voce fino a ottenere le risposte che la comunità merita.
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