Dissesto comune Napoli, de Magistris aiutato da M5S, Salvini e Berlusconi

A Napoli la decisione non è stata accolta con favore dai militanti e dagli elettori pentastellati

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris aiutato dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega di Matteo Salvini. Nelle commissioni Bilancio e Affari Istituzionali della Camera è stato il via libera all’emendamento che salva i comuni in difficoltà finanziarie. L’emendamento dei due relatori, Giuseppe Buompane e Vittorio Baldino di M5s sui comuni in dissesto finanziario riguarda la ricognizione dei debiti fuori bilancio. Se un Comune o un Ente locale ha presentato o presenterà entro il prossimo 30 novembre 2018 un piano di riequilibrio finanziario pluriennale, per esso la ricognizione di tutti i debiti fuori bilancio sul raggiungimento degli obiettivi intermedi è effettuata dopo l’approvazione del rendiconto dell’esercizio 2018. Inoltre “il mancato adeguamento dei tempi di pagamento dei debiti commerciali non costituisce motivo per il diniego delle riformulazioni o rimodulazioni” previste dal Testo unico degli Enti locali, «fermo restando il rispetto dei termini di pagamento oggetto di accordo con i creditori di cui al piano riformulato o rimodulato”. In favore hanno votato il Movimento 5 Stelle, la Lega di Matteo Salvini, Forza Italia di Silvio Berlusconi. Il Pd si è dichiarato contrario.  Il provvedimento legislativo potrebbe creare grossi imbarazzi al governo. Sono tanti i comuni siciliani che hanno dovuto rassegnarsi al dissesto e non sono stati aiutati da alcuno. Tra l’altro, nel caso di Napoli e Catania  la Corte dei Conti aveva chiesto la proclamazione del dissesto a causa della gravità della situazione debitoria.

La decisione assunta dai parlamentari pentastellati di sostenere il sindaco de Magistris non ha raccolto molti consensi tra i militanti e gli elettori. Tante le critiche sollevate sui social media. Significativo il post di Ciro Sannino su facebook : “Ricapitoliamo De Magistris fa un piano di rientro che prevede degli obiettivi intermedi di riduzione del debito, De Magistris non centra gli obiettivi che lui stesso si è prefissato, questo comporterebbe il default della Città (che comunque viene solo rimandato) e presumibilmente una sanzione accessoria al Masaniello Napoletano d’incandidabilità per 10 anni – evidenzia Sannino –  E noi che si fa? Gli diciamo: va bene Giggì “abbiamo pazziato” se non hai raggiunto gli obiettivi intermedi ed hai amministrato una chiavica ti do la possibilità di presentare un altro piano, cosi la dichiarazione di dissesto la rinvii all’anno prossimo, magari con un debito più elevato per la collettività. Conseguenze: Giggino è salvo, la Città no, e i Giudici della Corte dei Conti sono un tantinello incazzati. Capolavoro”

 

                                                                                             Ciro Crescentini

 

 

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