Tsipras: “Possiamo accordarci oggi se tutte le parti lo vogliono”. Merkel: “Non ci sarà un’intesa a tutti costi”

BRUXELLES – Cancellato dal presidente Tusk il consiglio europeo a 28 in programma oggi a Bruxelles, l’Eurogruppo lancia l’ultimatum ad Atene: “Dovete approvare delle leggi per cambiare i sistemi di Iva e pensioni, riformare le regole sulla bancarotta e rafforzare l’indipendenza del suo ufficio di statistica. Altrimenti i colloqui sul salvataggio non potranno neanche cominciare”. E tutto questo andrebbe fatto entro il 15 luglio, cioè fra 3 giorni. Fantapolitica o ennesima mano di poker, il negoziato vive l’ennesima fase di stallo. Il vertice dei 19 ministri delle Finanze si chiude in questo modo e passa la parola ai leader di Stato e di governo riuniti subito dopo. Pensioni, Iva e privatizzazioni sono le riforme chieste ad Atene nelle prossime 72 ore. Tsipras però è ottimista: “Possiamo raggiungere un accordo oggi se tutte le parti lo vogliono”. Dall’altro lato del tavolo, una Merkel sempre più falco: “Non ci sarà un accordo a tutti i costi. So che i nervi sono tesi ma dobbiamo essere sicuri che i vantaggi superino gli svantaggi, per la Grecia e l’Eurozona”. E anzitutto la Germania, anche se non lo dice.

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