5 gennaio, Rotonda Diaz: presidio di lotta davanti al Consolato degli Stati Uniti
Quello che sta accadendo in Venezuela segna un salto di qualità drammatico nello scontro globale tra imperialismo e autodeterminazione dei popoli. La cattura forzata del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, denunciata dal governo venezuelano come un vero e proprio rapimento di Stato, rappresenta un atto di violenza politica senza precedenti, una ferita aperta al diritto internazionale e alla sovranità di un Paese libero.
Non siamo di fronte a un’operazione “legale”, né a una questione giudiziaria. Siamo davanti all’uso brutale della forza da parte degli Stati Uniti, che rivendicano il diritto di decidere chi può governare e chi no, chi è legittimo e chi deve essere eliminato politicamente. È la stessa logica coloniale che da anni strangola il Venezuela con sanzioni, ricatti economici e destabilizzazione permanente.

Il messaggio è chiaro: chi non si piega viene punito. Chi difende le proprie risorse, chi rifiuta di consegnare petrolio, territorio e sovranità agli interessi delle multinazionali, diventa un bersaglio. Il rapimento del presidente venezuelano e della sua compagna non è un episodio isolato, ma un atto di guerra politica, un precedente pericolosissimo che riguarda tutti i popoli.
Di fronte a tutto questo, il silenzio dei governi occidentali è assordante. La cosiddetta “comunità internazionale” accetta, giustifica o minimizza. Quando la violenza arriva dall’alto, quando a esercitarla sono le grandi potenze, allora diventa improvvisamente “necessaria”, “inevitabile”, “democratica”.

Per questo Napoli scende in piazza.
Per questo domani, lunedì 5 gennaio alle ore 16:30, a Rotonda Diaz, cittadine e cittadini, attivisti e realtà politiche si ritroveranno per gridare forte: GIÙ LE MANI DAL VENEZUELA.
La manifestazione, promossa da Potere al Popolo!, è un atto di solidarietà concreta con il popolo venezuelano e una denuncia aperta contro l’imperialismo statunitense e i suoi complici. È un rifiuto netto della legge del più forte, della violenza mascherata da diplomazia, della guerra permanente contro chi non si allinea.
Scendere in piazza oggi non è solo una scelta di parte: è una necessità politica. Perché se passa l’idea che un presidente possa essere rapito, domani potrà passare qualsiasi cosa.
CiCre
Appuntamento Lunedì 5 gennaio 2026, ore 16:30 Rotonda Diaz – Napoli
