Il fermo nell’ambito di una inchiesta su presunte tangenti dal Qatar. Coinvolti altri due italiani
L’ex eurodeputato del Pd Antonio Panzeri, il segretario generale della Confederazione internazionale dei sindacati (Ituc), ex segretario regionale della Uil Luca Visentini, nonché un direttore di una Ong e un assistente parlamentare (anch’essi italiani) sarebbero stati fermati questa mattina a Bruxelles nell’ambito di un’operazione della polizia su delega della magistratura belga contro un presunto caso di corruzione e riciclaggio di denaro che riguarderebbe il Qatar, Paese che sta ospitando i Mondiali di calcio e che ha da poco sottoscritto importanti accordi con Germania, Italia e Francia per la fornitura di gas naturale liquefatto
La magistratura del Belgio ha lanciato un’ondata di perquisizioni nella mattinata di oggi, a seguito di un’inchiesta aperta a metà luglio 2022 su una presunta organizzazione criminale, infiltrata nel cuore del Parlamento europeo e sospettata di ingerenza nella politica dell’Unione e corruzione da parte del Qatar. Lo rivelano in esclusiva Le Soir e Knack.
Questo caso potenzialmente esplosivo, scoppiato nel bel mezzo dei Mondiali di calcio, ha provocato le prime perquisizioni e i primi arresti a Bruxelles, come confermato dalla procura federale: “La polizia giudiziaria federale ha effettuato 16 perquisizioni (in 14 diversi indirizzi) in diversi comuni di Bruxelles. In particolare a Ixelles, Schaerbeek, Crainhem, Forest e Bruxelles-Ville. Queste perquisizioni sono state effettuate nell’ambito di un’ampia indagine per presunti atti di organizzazione criminale, corruzione e riciclaggio di denaro”.
L’indagine considerata molto delicata, coordinata dalla procura federale, è stata istruita dal giudice Michel Claise, specializzato in materia finanziaria. I compiti investigativi sono stati svolti con la massima discrezione per più di quattro mesi dall’Ufficio centrale per la repressione della corruzione (OCRC).
Gli inquirenti anticorruzione “sospettano che un Paese del Golfo stia cercando di influenzare le decisioni economiche e politiche del Parlamento europeo”, ha sostenuto la Procura federale, attraverso il pagamento di “ingenti somme di denaro o offrendo doni significativi a terzi che rivestono una posizione politica e/o strategica significativa all’interno del Parlamento europeo”.
L’accusa non menziona il Qatar. Ma diverse fonti ben informate hanno detto a Le Soir e Knack che è proprio lo stato che ospita la Coppa del Mondo di calcio a essere finito nel mirino.
Secondo le informazioni della stampa belga, l’italiano ed ex deputato democratico Pier Antonio Panzeri, il neoeletto segretario generale della Confederazione internazionale dei sindacati (Ituc) Luca Visentini, nonché un direttore di una ong e un assistente parlamentare europeo – tutti italiani – risultano indagati e verranno presentati entro 48 ore davanti a un giudice che deciderà sulla convalida del mandato di arresto.
Il settimanale Knack ha rivelato che all’interno dell’abitazione di Pier Antonio Panzeri a Bruxelles sarebbero tati sequestrati 500mila euro in contanti. L’ex europarlamentare sarebbe stato interrogato in presenza del proprio avvocato, così come gli altri tre indagati. Adesso il tempo scorre ed entro 48 ore potrebbero essere chiamati davanti a un giudice e non è escluso il mandato d’arresto. Ma resta la presunzione d’innocenza, come sottolineano entrambi i giornali. Gli inquirenti avrebbero come obiettivo la ong Fight Impunity, guidata proprio da Panzeri, e che dal 2019 si occupa di «promuovere la lotta contro l’impunità per gravi violazioni dei diritti umani e crimini contro l’umanità». Ma secondo i due giornali proprio l’organizzazione sarebbe legata al Qatar, condannato dalla comunità internazionale per le violazioni dei diritti umani e le vicende legate ai lavoratori
Luca Visentini è stato eletto segretario generale dell’Ituc a novembre. Una confederazione di sindacati di tutto il mondo, comprese le organizzazioni belghe, che rappresentano in totale più di 200 milioni di lavoratori.
A riprova della delicatezza del dossier, “questa operazione era rivolta in particolare agli assistenti parlamentari europei”, ha concluso la procura. Gli inquirenti hanno sequestrato varie apparecchiature informatiche e diversi , elementi che “saranno analizzati nell’ambito delle indagini”.
Tra le persone interessate dalle perquisizioni, Le Soir e Knack individuano quattro assistenti parlamentari vicini al gruppo dei Democratici (compreso quello che è stato privato della libertà); uno di questi assistenti è legato anche al gruppo Partito popolare europeo.

