Coronavirus, volano stracci tra gli “scienziati”

Non tutti gli esperti concordano sulla possibilità di una seconda ondata di coronavirus in autunno e sul paragone tracciato dall’Oms tra il Coronavirus e l’influenza Spagnola

Esplode la rissa su Facebook tra i cosiddetti esperti del Coronavirus. Scontro duro sul rischio di una seconda ondata in autunno. E sono volati stracci tra il virologo dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano Massimo Clementi, e il direttore aggiunto dell’Oms, organizzazione mondiale della sanità, Ranieri Guerra. Tutto è nato da un commento a un post dello stesso Clementi, nel quale una lettrice sottolineava come Guerra avesse smentito di aver paragonato, intervenendo ad Agorà su La 7, la possibile seconda ondata di Covid a quella, che ci fu, della Spagnola. L’esperto Oms ha replicato seccamente: “Basta aprire la pagina di Agorà e ascoltare. No?? Troppo difficile per alcuni immagino”. Al che è intervenuto Clementi: “Ranieri Guerra sei un saccente. Non puoi insultare chi parla con te. Ma chi ti credi di essere? Ripeto, chi ti credi di essere?”. Durissima la replica di Guerra: “Io non sono nessuno. Lei che insulta invece è qualcuno…da cui guardarsi. Torni nelle fogne”. Al che, Clementi ha chiuso cosi’: “Ranieri Guerra sei troppo nervoso. Di quanto hai appena scritto risponderai legalmente”. Un incredibile scambio di battute tra “due esperti più ascoltati” sull’emergenza Coronavirus: uno, Clementi, che da settimane sostiene, insieme a diversi altri colleghi con cui ha condiviso un manifesto, che la malattia si è attenuata. L’altro, Guerra dell’Oms, che nello stesso periodo ha sempre avvertito dei rischi ancora sul campo, raccomandando di mantenere tutte le precauzioni. Lo scorso 18 giugno, Guerra attaccò i tifosi del Napoli calcio che festeggiarono in piazza la conquista della Coppa Italia definendoli “sciagurati”, alimentando inutili tensioni e allarmismi. A distanza di dieci giorni, infatti, i fatti hanno smentito Guerra. A Napoli nelle ultime 24 ore non ci sono più positivi  e nessuna vittima per Coronavirus.

CiCre

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