Coronavirus, intesa governo-sindacati: le banche anticiperanno la Cig ai lavoratori

Convenzione fino a fine 2020

Buone notizie dal Ministero del Lavoro. Sottoscritta una convenzione per che assegna alle banche il compito di anticipare la cassa integrazione ai lavoratori sospesi a causa dell’emergenza per coronavirus. L’intesa tra il governo rappresentato dalla ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, l’Abi e le parti sociali è stata raggiunta dopo un lungo confronto in videoconferenza. Condiviso un protocollo d’intesa. “Tra i punti principali, la convenzione prevede che le banche aderenti adotteranno condizioni di massimo favore per evitare costi a carico dei lavoratori” sottolinea Catalfo. Alla videoconferenza hanno partecipato, oltre al presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, e all’Abi, rappresentata dal direttore generale Giovanni Sabatini e dal vicedirettore Gianfranco Torriero, i segretari di Cgil, Cisl, Uil e Ugl; Confindustria, Confapi, Rete imprese Italia, Alleanza delle cooperative, Confagricoltura, Claai, Cia, Coldiretti, Confetra e Confedilizia. “Le parti sociali e l’Abi hanno sottoscritto, alla mia presenza e su mio invito, la convenzione per l’anticipazione degli ammortizzatori sociali previsti dal decreto Cura Italia. Un risultato molto importante grazie al quale milioni di lavoratori potranno vedersi riconoscere dalle banche una rapida anticipazione dell’importo del trattamento d’integrazione salariale che gli spetta” – ha affermato la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, al termine della lunga videoconferenza. L’incontro è stato valutato positivamente dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori. “Raggiunta una buona intesa per l’anticipo della cig – ha dichiarato il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, sottolineando che “la Uil ha perseguito questo obiettivo sin dai primi giorni della terribile crisi sanitaria e ha voluto fortemente questa intesa, che consideriamo un fatto positivo e di buon senso. Peraltro, già nel 2009 avevamo sottoscritto un accordo analogo. Tuttavia, abbiamo chiesto di apportare gli opportuni correttivi”. In questo modo, “abbiamo ottenuto un’altra tutela essenziale per i lavoratori che – conclude Barbagallo – non devono subire alcun costo aggiuntivo dai necessari provvedimenti a salvaguardia della prioritaria salute pubblica“. Sulla stessa lunghezza d’onda Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl. “Abbiamo siglato stasera con le associazioni datoriali di impresa e l’Abi la convenzione per l’anticipazione bancaria di tutte le forme di integrazione salariale (cig ordinaria e in deroga, Fis e fondi bilaterali)” previste dal decreto Cura Italia – ha sottolineato Furlan. “Abbiamo ottenuto l’inserimento nel testo del protocollo dell’esclusione di costi a carico dei lavoratori per l’ottenimento delle anticipazioni. La scadenza della convenzione è stata fissata al 31/12/2020, salvo valutazione da svolgere tra le parti entro il prossimo mese di novembre. La misura dell’anticipazione – ha spiegato – è inizialmente fissata in 1.400 euro, riparametrati a 9 settimane e riproporzionati in caso di sospensione inferiore a zero ore, reiterabili in caso di proroga degli art. 19 e 22 del suddetto decreto 18/2020. La banca presso cui il lavoratore darà indicazione di anticipare gli importi mensili, provvederà ad anticipare l’importo esentando il lavoratore dal pagamento di oneri e interessi. L’anticipazione, così costituita, sarà rimborsata con le effettive erogazioni dei trattamenti da parte dell’Inps, che si è impegnato a dare corso alle stesse con i tempi più celeri possibili, ma non oltre i 7 mesi”.
“Nei prossimi giorni saranno emanate le modulistiche e le istruzioni necessarie all’accesso alla facilitazione. Con questa intesa, sottoscritta da tutte le associazioni di impresa, tranne Confesercenti che dovrebbe aggiungersi nella mattinata di domani, si concretizza e si accelera il percorso avviato con gli accordi che hanno portato, nelle scorse settimane, allo stanziamento di ammortizzatori sociali straordinari, atti a sostenere la liquidità dei lavoratori colpiti dalle restrizioni di attività imposte dai provvedimenti assunti per il contrasto alla diffusione del virus Covid-19
“, ha concluso Furlan.

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