Coronavirus, i super ricchi si nascondono nei bunker di lusso

Da generazioni, i plutocrati statunitensi si sono preparati per il possibile collasso della società per sopravvivere all’apocalisse in condomini e residenze con tutti i lussi e le comodità.

( Raul Antonio Capote per Granma) – Forse un Daniel Defoe sta scrivendo in questo momento un “Diario dell’Anno della Peste” e un Giovanni Boccaccio con picaresca maestria scrive storie che faranno ridere e riflettere i lettori dei prossimi secoli.
Nel  mezzo della pandemia del COVID-19 che colpisce il mondo, gli abitanti di questa nostra casa comune scoprono sgomenti che le misure neoliberali fatte in nome di uno sviluppo senza senso e un consumo schizoide, hanno spazzato via i benefici conquistai di lavoratori, lottando nelle strade nei sindacati, nei parlamenti, aiutati dalla paura della borghesia, all’esempio dell’Unione Sovietica e alla crescita delle idee del socialismo.
Gli uomini e le donne di questo mondo scoprono che non ci sono letti negli ospedali, che non ci sono medici e infermiere sufficienti, che i medicinali non bastano, che milioni di persone non hanno diritto alla vita perchè non possono pagare la loro salvezza agli dei del mercato.
Le paratie del capitalismo, nel mezzo della crisi si rompono, la barca fa acqua e il racconto della navigazione senza fine verso un futuro promettente, adorno di stelle e strisce, comincia a scolorire.
I fogli disfatti e dimenticati di coloro che avevano innalzato i blasoni  dell’uguaglianza, della fraternità e della libertà richiamano attenzione in un mondo dominato dall’egoismo, la disuguaglianza e la povertà.
Negli Stati Uniti, mentre milioni di persone non sanno che fare e sono vittime dell’ avarizia dei mercanti della salute, il Presidente caricatura di Caligola, con pose da Nerone, manifesta la sua convinzione fascista ponendo  l’economia  davanti alla vita dei cittadini statunitensi.
Gli ospedali di Nuova York e altre grandi città annunciano che potrebbero “agonizzare” tra una settimana di fronte all’avanzata del coronavirus e alla mancanza di risorse e letti.
Intanto i super ricchi cercano rifugio lontano dalle zone «infettate».  
Da generazioni, i plutocrati statunitensi si sono preparati per il possibile collasso della società per sopravvivere all’apocalisse in condomini e residenze  con tutti i lussi e le comodità.
Gli appartamenti del Survival Condo, per esempio, un condominio costruito dall’imprenditore Larry Hall, sono stati venduti con un prezzo iniziale di 1,3 milioni di dollari. Hall ha trasformato un deposito che serviva per immagazzinare missili nucleari dell’esercito degli USA, in un condominio di lusso costruito con 15 piani al di sotto della corteccia terrestre.
Questi bunker dispongono di schermi ad alta definizione che fanno da finestre e che offrono immagini di quello che c’è attorno, dispongono di piscine, saune, palestre, ospedali con sale di chirurgia e sale cinematografiche.
Rifugi  «economici» costruiti vicino alle  Black Hills, in Dakota del Sud, costano  da 200.000 dollari in su.  
Il prezzo dipende dallo spazio che si vuole, minimalista, o una casa con rifiniture di alta qualità.
Di fronte al coronavirus, gli alti esecutivi degli affari optano per aerei privati per voli interminabili, ossia  che possono rimanere nell’aria volando nei jets di lusso il maggior tempo possibile, e atterrare solo per i rifornimenti.
La Southern Jet, una compagnia che affitta aerei a Boca Ratón, in Florida, ha inviato a certi clienti un messaggio pubblicitario di posta elettronica di prova con la frase: «Eviti il coronavirus con un volo privato… Solleciti oggi stesso un preventivo!»
Altri ricchi stanno optando per isolarsi nei loro yacht al sole del Mediterraneo, lontano dalle coste “infettate”.
La disperazione invece s’impadronisce dei poveri senza assistenza medica, respinti in molti ospedali e anche di coloro che hanno una mutua ma scoprono che non copre le spese degli emigranti invalidi, di chi non sa come pagare una prova di diagnosi, di quelli che hanno perso il lavoro e non sanno come pagare le ipoteche e le spese quotidiane per sopravvivere.
Per loro si costruiscono moderni camion refrigerati, morgue su ruote, che come la carrette descritte nelle Storie dell’Anno della Peste, porteranno a incenerire i morti senza nome.

GLI AFFARI SONO AFFARI E LE ARMI SONO ARMI

La domanda è cresciuta moltissimo per gli strumenti di sopravvivenza. Uno zaino con una cassetta di pronto soccorso, una borsa per rifiuti biologici, fazzolettini umidi, disinfettante per le mani, batterie, una lanterna e altri articoli, costa 150 dollari.
Maschere personalizzate, unguenti, sciroppi e pozioni magiche, cure miracolose, purificatori dell’aria di alta gamma che costano tra 800 e 2000 dollari, si vendono come il classico «pane caldo».
I venditori stanno riportando picchi importante per gli acquisti di armi da fuoco e pallottole, mentre il coronavirus si propaga in tutto il paese.
In accordo con gli articoli giornalistici, si tratta di statunitensi paurosi che cercano d’essere «preparati» se la situazione si complica e perde il controllo.

L’ APOCALISSE

Le immagini che ci giungono dall’Europa sono angosciose: ospedali collassati, anziani abbandonati, gente che condivide abitazioni con familiari morti, il Palazzo del Ghiaccio di Madrid trasformato in morgue, carovane di bare percorrono le strade della bella Italia, mentre le cifre dei morti crescono ogni giorno.
Nei Paesi Bassi non cercano armi i fumatori di marijuana: cercano di rifornirsi di fronte alla quarantena della maggior quantità possibile di cannabis.
La malattia s’estende per l’America Latina con pronostici riservati.
Che succederà nelle favelas del Brasile? Chi si occuperà dei poveri delle ville della miseria?
L’Africa, il miracoloso continente della schiuma, la terra da cui tutti proveniamo, è un interrogativo di fronte a un mondo colpito in maniera globale dalla pandemia.
In mezzo a tanto dolore però, cresce la solidarietà e si mostra il meglio dell’uomo: Cina, Cuba, Venezuela e Russia tendono la mano e altri seguono l’esempio.
Voglio credere che nelle pagine che si leggeranno nel futuro, i nostri Boccaccio o Defoes conteranno come uomini e donne del nostro tempo, ponendo sorrisi e ottimismo davanti alla disperazione,  offrendo solidarietà al mondo intero. Riporteranno che la gente si è svegliata dal sogno narcotico del mercato e che  ha trionfato l’altruismo.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest