Nuova protesta della Rete No America’s Cup contro i lavori nell’ex area Italsider. Traffico in tilt e corteo in vista per sabato.
Tensione e contestazione a Napoli. Nelle stesse ore in cui il capoluogo campano accoglie gli eventi di avvicinamento alla Preliminary Regatta della trentottesima edizione dell’America’s Cup — in calendario dal 24 al 27 settembre —, il quartiere di Bagnoli diventa teatro di una nuova e dura protesta.
Un gruppo di residenti e gli attivisti della Rete No America’s Cup sono scesi in strada dando vita a un presidio permanente in piazza Bagnoli. La mobilitazione, nata in modo spontaneo, si è trasformata rapidamente in un’azione concreta: diversi camion diretti verso i cantieri dell’ex area Italsider sono stati bloccati lungo il percorso da decenni al centro delle tensioni urbanistiche.
Le ragioni della protesta e lo scontro sui mezzi pesanti
Al centro della contestazione dei manifestanti vi è il transito continuo e massiccio dei mezzi pesanti, considerati insostenibili per la vivibilità e la sicurezza del quartiere. Una problematica viaria e ambientale che, già nei mesi scorsi, aveva generato forti attriti, culminando in ripetuti blocchi stradali da parte della cittadinanza esasperata.
La Rete No America’s Cup ha diffuso tempestivamente un volantino dal titolo emblematico: «Stop ai lavori della vergogna. Stop alla Coppa dei veleni!», accompagnato da un appello diretto alla popolazione per ampliare la mobilitazione. Lo slogan scelto dai manifestanti riassume il clima di profonda rottura con le istituzioni e gli organizzatori: «Loro ci bruciano il futuro, noi gli fermiamo la Coppa».
“Se il lungomare di Napoli – dicono gli attivisti – è in questi giorni la vetrina perfetta per la competizione, nella periferia della città si continua a lavorare incessantemente, completando la devastazione del territorio. La coppa America non ha niente a che fare con la bonifica di Bagnoli, anzi è stata utilizzata come pretesto per cementificare in fretta e furia, creando nuovi e violentissimi danni all’ambiente, al mare e alle persone. Le conseguenze di quello che è stato fatto in questi mesi si manifesteranno tra qualche anno in termini di nuovi decessi, tumori e malattie”.
Gli attivisti denunciano anche lo spreco di centinaia di milioni per lo svolgimento della Coppa, proprio mentre gli abitanti di Bagnoli e Pozzuoli soffrono per la nuova crisi bradisismica su cui il governo investe risorse ridicole.
Verso la grande manifestazione di sabato
La tensione nel quartiere occidentale di Napoli non accenna a diminuire. Il presidio odierno rappresenta soltanto un ulteriore capitolo di una settimana ad alta tensione: la Rete e i comitati civici hanno infatti convocato per sabato 26 settembre ore 10,00 al Dazio–Bagnoli una grande manifestazione cittadina per ribadire il no ai cantieri e alle priorità imposte dall’evento velistico internazionale. “Chiamiamo a raccolta tutta la popolazione flegrea per un corteo per l’immediato stop ai lavori, contro la devastazione ambientale, per la messa in sicurezza sismica del territorio, la sistemazione degna degli sfollati di Bagnoli e Pozzuoli”
Ciro Crescentini
