Congo, uccisi l’ambasciatore Attanasio e il carabiniere di scorta

Nell’attacco – probabilmente a scopo di sequestro – morto anche l’autista congolese. Il governo di Kinshasa punta il dito contro le Forze democratiche di liberazione del Ruanda (Fdlr)

Il convoglio, composto da due vetture del Programma alimentare mondiale (Pam-Wfp), stava viaggiando verso nord, sulla strada tra Goma e Rutshuru, dove il diplomatico avrebbe dovuto visitare un programma di distribuzione di cibo nelle scuole dell’agenzia dell’Onu.

L’ambasciatore italiano Luca Attanasio (nella foto), il carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e il loro autista congolese, Mustapha Milambo, sono stati uccisi in un agguato mentre viaggiavano a bordo di un’auto dell’Onu in una regione della Repubblica democratica del Congo, il Nord Kivu, da anni teatro di violenti scontri tra decine di milizie che si contendono il controllo del territorio e delle sue risorse naturali. Un’imboscata in piena regola, probabilmente a scopo di sequestro. Attanasio aveva 43 anni. Nato a Saronno, in provincia di Varese, poi trasferitosi con la famiglia a pochi chilometri di distanza a Limbiate, era sposato con Zakia Seddiki, fondatrice e presidente dell’Associazione umanitaria ‘Mama Sofia’ a sostegno delle donne in Africa. Padre di tre bimbe (di cui due gemelle), con la moglie lo scorso ottobre aveva ricevuto il premio internazionale Nassiriya per la Pace. Iacovacci 30 anni, ed era originario di Sonnino, in provincia di Latina.

Il governo di Kinshasa punta il dito contro le Forze democratiche di liberazione del Ruanda (Fdlr), ribelli di etnia Hutu conosciuti per il genocidio in Ruanda del 1994, che hanno stabilito la loro roccaforte nell’area dell’agguato, mentre l’Italia chiede un rapporto dettagliato alle Nazioni Unite.

Questa la ricostruzione dei fatti: alle 10.15 (le 9.15 in Italia), le due auto vengono fermate a circa 15 km da Goma, nei pressi di Nyiaragongo, nel parco nazionale di Virunga, da un commando di 6 persone che apre il fuoco, prima sparando in aria, poi uccidendo l’autista.

Secondo quanto riferito dal governatore del Nord Kivu, Carly Nzanzu Kasivita, gli assalitori portano il diplomatico e il carabiniere della scorta nella foresta. Scattato l’allarme, sul posto si precipita una pattuglia di ranger dell’Istituto Congolese per la Conservazione della Natura che si trova nelle vicinanze, seguita da forze dell’esercito locale. Esplode un conflitto a fuoco nel quale gli aggressori uccidono Iacovacci. Anche Attanasio viene colpito dagli spari: di chi, ancora non è chiaro. Il corpo dell’ambasciatore, ferito all’addome, viene caricato su un pick-up dai primi soccorritori, per poi essere trasferito all’ospedale di Goma.

Nell’assalto altre tre persone sarebbero state rapite. Il governo congolese ha dichiarato che le autorità provinciali del Nord Kivu non erano a conoscenza della presenza dell’ambasciatore nell’area e che questo non ha permesso loro di fornirgli misure di sicurezza adeguate, né il loro tempestivo arrivo sul posto in “una parte del Paese considerata instabile e in balia di alcuni gruppi armati ribelli nazionali e stranieri”.

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