Comune di Napoli, la pesante tegola delle Terme di Agnano

 

Chiesta la rescissione del contratto

Altra tegola sull’amministrazione comunale di Napoli. E’ di oltre 20 milioni di euro la richiesta di risarcimento danni notificata da “Nuove Terme di Agnano srl” alla partecipata del Comune di Napoli “Terme di Agnano SpA”. Lo scorso 19 febbraio 2016 la società “Nuove Terme di Agnano Srl” si è aggiudicata la gara per il fitto trentennale dell’intero complesso termale di Agnano, affidamento che prevedeva la riqualificazione e la gestione dell’intero sito. Tuttavia, sin dal primo sopralluogo effettuato nel complesso turistico/termale il 12 luglio 2016, furono riscontrate significative difformità tra quanto contenuto negli atti di gara e lo stato dei luoghi, in quanto il bando dichiarava, senza che ciò trovasse riscontro nella realtà, che tutti gli asset erano conformi alle normative vigenti. A seguito della consegna del complesso aziendale – evidenziano i vertici di NTA – intervenuta con verbale del 21 luglio 2016, sono emerse numerose ulteriori disuguaglianze tra quanto previsto dal bando di gara ed il reale stato dell’arte e nessun asset rispettava le normative sia dal punto di vista impiantistico che igienico sanitario, oltre a sussistere innumerevoli prescrizioni dell’asl alle quali l’azienda partecipata del Comune di Napoli non aveva mai ottemperato. Tali problematiche hanno costretto alla chiusura del complesso. A nulla sono valse le richieste di collaborazione del gestore alla società Terme di Agnano e nonostante innumerevoli tavoli aperti, anche alla presenza dei rappresentanti del comune di Napoli, non si è arrivati mai ad una soluzione. Per questi motivi NTA ha chiesto la rescissione del contratto. “Questo stato di cose – aggiunge il gestore – ha causato un significativo aggravio di tempi e costi assolutamente non previsti e di competenza della partecipata del Comune “Terme di Agnano SpA” “. Per tali motivi la NTA srl, rappresentata e difesa dall’avvocato Massimo Peluso, ha deciso di ricorrere al procedimento “arbitrale”, previsto dal contratto di fitto di azienda, per ottenere il risarcimento degli ingenti danni subiti per via di tali inadempienza.

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