Sndacati contro Ferservizi: “Decisione senza confronto e senza spiegazioni”
La storica mensa ferroviaria di Napoli Centrale chiuderà i battenti il 28 febbraio 2026. A comunicarlo è stata Ferservizi, società del gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce il servizio per conto di Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Una decisione che ha immediatamente sollevato proteste e preoccupazioni, soprattutto per le ricadute occupazionali e sociali.
Secondo quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali, la scelta sarebbe stata assunta senza alcuna motivazione ufficiale e senza l’apertura di un confronto preventivo. A rischio ci sono 15 lavoratrici e lavoratori, impiegati nella mensa gestita dalla società Elior, molti dei quali operano nella struttura da oltre trent’anni.
La Filcams Cgil di Napoli parla di una decisione inaccettabile. «La comunicazione della chiusura è arrivata in modo unilaterale, senza spiegazioni e senza alcun coinvolgimento delle parti sociali», sottolinea il sindacato, che evidenzia come il personale abbia garantito per decenni un servizio essenziale non solo ai ferrovieri, ma anche ai dipendenti degli uffici di Piazza Garibaldi e ai viaggiatori della stazione.
Alla presa di posizione della Filcams si aggiunge quella di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Campania. I segretari generali Angelo Lustro, Massimo Aversa e Pierino Ferraiuolo definiscono la chiusura una scelta improvvisa che cancella un presidio sociale storico. «La mensa non è solo un punto di ristoro per il personale ferroviario, ma un luogo di riferimento quotidiano per studenti, lavoratori, cittadini e turisti», spiegano, ricordando il valore di un servizio accessibile, con pasti caldi a prezzi calmierati.
Restano al momento ignote sia le ragioni che hanno portato alla decisione sia la futura destinazione degli spazi. Un silenzio che i sindacati giudicano grave. «Non possiamo assistere passivamente a una scelta che mette a rischio posti di lavoro e priva la città di un bene comune», affermano Lustro, Aversa e Ferraiuolo, annunciando iniziative di mobilitazione.
L’appello è rivolto a RFI, Ferservizi e alle istituzioni locali e regionali, chiamate a intervenire per garantire la continuità del servizio. Le richieste sono chiare: un nuovo affidamento o una manifestazione di interesse pubblica, la tutela integrale dei livelli occupazionali e la valorizzazione delle competenze maturate negli anni.
La Filcams Cgil ribadisce la propria linea. «Non accetteremo che siano ancora una volta le lavoratrici e i lavoratori a pagare il prezzo di decisioni opache e unilaterali», si legge nella nota conclusiva, che annuncia l’avvio della mobilitazione fino a quando non arriveranno risposte concrete.
Una vertenza che va oltre la singola struttura e che riporta al centro il tema della difesa del lavoro e dei servizi pubblici di prossimità, in una delle principali stazioni ferroviarie del Paese.
Ciro Crescentini

