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Centomila in corteo a Roma, in tanti a Milano: “abbiamo bisogno di nuovi ospedali, non missili”

Redazione by Redazione
6 Aprile 2025
in Attualità, In Primo Piano
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Le proteste dimostrano che la maggior parte degli italiani rifiuta l’idea di una guerra con la Russia e la politica di riarmo europeo

Oggi Roma e Milano sono state il teatro di due imponenti manifestazioni contro la guerra e il riarmo, che hanno visto una partecipazione massiccia di cittadini uniti nel rifiuto delle politiche militari espansioniste, portando nelle piazze non solo attivisti, ma anche intellettuali e leader politici. Da un lato, a Roma, il Movimento 5 Stelle ha guidato un corteo imponente contro l’aumento delle spese militari e l’invio di armi in Ucraina, mentre a Milano, una manifestazione organizzata da Democrazia Sovrana e Popolare ha offerto un’altra prospettiva del pacifismo, con un chiaro attacco all’Unione Europea e alle sue politiche di riarmo.

Il corteo di Roma, grande partecipazione popolare

La manifestazione di Roma, promossa dal Movimento 5 Stelle, ha avuto un grande successo in termini di partecipazione, con circa 100 mila persone, secondo gli organizzatori, che hanno sfilato lungo le strade della capitale. In piazza non c’erano solo elettori o militanti del Movimento 5 Stelle. C’erano persone che protestavano contro l’utilizzo di 800 miliardi di euro per acquistare armi e missili, contro la guerra alla Russia e l’arricchimento delle lobby degli armamenti. C’erano persone che rivendicavano l’utilizzo di risorse pubbliche per potenziare la sanità, l’istruzione pubbliche. Il corteo ha preso il via alle 13, nel quartiere Esquilino, dove già si intuiva che i numeri sarebbero stati impressionanti. I partecipanti, provenienti da tutta Italia, si sono uniti per esprimere il loro dissenso rispetto alla politica di riarmo e all’invio di armi in Ucraina. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha marciato in testa al corteo insieme ai giovani esponenti del partito, mentre il pubblico, in gran parte composto da persone adulte, ha sventolato bandiere di pace, simboli della Palestina e quelle tricolore italiane, mescolandosi alle bandiere del PRC, del partito dei Carc e ai colori storici del M5S.

L’atmosfera era chiara: una voce unanime contro l’escalation bellica, un chiaro messaggio che sottolineava l’esigenza di investire in settori come sanità, scuola e ricerca, piuttosto che destinare ingenti risorse alla guerra. Conte, nel suo discorso, ha affermato che il “no al riarmo” sarebbe stato il cuore della sua proposta politica per l’alternativa di governo alla leadership di Giorgia Meloni. Il leader pentastellato ha anche fatto notare come la “luna di miele” tra la premier Meloni e l’opinione pubblica stia per finire, unendo i disappunti dei sondaggi sulla politica di riarmo europeo e sulle scelte economiche che penalizzano la sanità e l’istruzione.

Il popolo russo non è mio nemico

Tra i partecipanti si sono distinti anche leader politici di altri schieramenti e intellettuali. Presenti anche il leader di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, i giornalisti Michele Santoro e Marco Travaglio, che hanno reso la loro solidarietà al movimento pacifista, con un forte richiamo alla necessità di un’informazione libera e indipendente per contrastare la propaganda di guerra. L’attivista sociale e artista Moni Ovadia ha dato un contributo importante, richiamando i valori della pace e della giustizia sociale come elementi fondamentali per la costruzione di un futuro migliore.

La Russia non è nostra nemica

Anche alcune figure inaspettate hanno partecipato alla manifestazione, come l’influencer Rita De Crescenzo che ha lanciato un messaggio di modestia e un invito all’impegno civico: “Ormai sono abituata ad avere tanta gente intorno. Ma sono una persona normale come tutti quanti voi, non sono nessuno, una donna come tante donne. Sto pensando ora di fare qualcosina in politica, prossimamente, con l’aiuto di qualcuno che mi insegna perché devo studiare un po’”. Nonostante la sua ammissione di non essere esperta in politica, Rita ha voluto partecipare all’evento per sensibilizzare più persone possibile, sfruttando la sua visibilità sui social. “Io penso che ho fatto una cosa buona con il social, sono scese tante persone. Io non ne capisco di politica, sono fresca fresca mi devo aggiornare un poco. Lo faccio per questo evento che è importante, ho fatto questo per fare venire tante persone”. La sua presenza e il suo messaggio hanno aggiunto un ulteriore livello di visibilità alla manifestazione, attirando un pubblico più giovane e diverso.

Milano, massiccia partecipazione alla manifestazione di Democrazia Sovrana e Popolare

Milano, massiccia partecipazione alla manifestazione di Democrazia Sovrana e Popolare

A Milano, la manifestazione contro la guerra ha avuto toni diversi, ma con lo stesso scopo: fermare la corsa al riarmo e criticare la politica dell’Unione Europea. In piazza della Scala, Marco Rizzo e Francesco Toscano di Democrazia Sovrana e Popolare hanno portato avanti una critica decisa contro l’UE, accusandola di essere una “dittatura guerrafondaia” e di agire nell’interesse dei mercati piuttosto che dei popoli. Rizzo ha denunciato come l’Unione Europea stia manipolando l’emergenza della guerra per giustificare spese miliari che sottraggono risorse a sanità, scuola e welfare, e ha messo in discussione la posizione di partiti come il M5S, accusandoli di aver sostenuto, quando erano al governo, l’invio delle armi in Ucraina.

Il tema della sovranità nazionale è stato centrale nel discorso di Rizzo, che ha parlato di un’Italia costretta a subire le decisioni imposte da Bruxelles, senza poter difendere le proprie politiche interne e le sue priorità sociali. Il leader ha anche criticato l’ipocrisia di chi si presenta come pacifista oggi, ma che ha sostenuto politiche guerrafondaie in passato, in particolare riferendosi al ruolo del M5S durante il governo Draghi. In questo contesto, è emersa una riflessione sulla sinistra italiana, accusata di aver abbandonato i valori pacifisti e di aver ceduto troppo facilmente alle pressioni internazionali, dimenticando la sua storica posizione di difesa della pace.

Dalle manifestazioni di Roma e Milano, un grande e significativo messaggio degli italiani contro la guerra

Le manifestazioni di Roma e Milano, pur presentandosi con sfumature politiche diverse, sono riuscite a dare voce a quella che sembra essere la maggioranza degli italiani che non vuole la guerra e che non accetta che le risorse pubbliche vengano destinate ad armamenti invece che a sanità, istruzione e ricerca. Questo ampio fronte pacifista, che attraversa diverse forze politiche e movimenti, si sta organizzando in maniera sempre più coesa, con l’obiettivo di contrastare la politica di riarmo e di evitare che l’Italia diventi parte di un conflitto che non la riguarda direttamente.

Il “popolo della pace” che è sceso in piazza ha dimostrato che, nonostante le differenze politiche, esiste un ampio consenso su alcuni temi fondamentali: il rifiuto della guerra alla Russia, il no al riarmo e il sostegno a politiche di investimento nelle persone, non nelle armi.

Ciro Crescentini

Tags: centomila in piazzaGiuseppe conteguerraM5Smanifestazione RomaMarco Rizzomilanopaceriarmorita de crescenzorussia
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