Sei i candidati in corsa. Dubbi su possibili accordi già raggiunti tra alcune organizzazioni sindacali.
Domani, martedì 22 luglio, si terranno i colloqui per selezionare i nuovi direttori della Cassa Edile e del Formedil di Napoli, due enti bilaterali cardine per il settore delle costruzioni. In totale sei candidati, tre per ciascun incarico, saranno ascoltati nel corso di una procedura gestita dall’agenzia di selezione Randstad.
Singolare la coincidenza numerica tra i candidati, tre per la Cassa Edile e tre per il Formedil: un equilibrio fin troppo perfetto, che più di qualcuno interpreta come un indizio di accordi già siglati tra alcune organizzazioni sindacali. L’impressione diffusa è che i colloqui previsti per domani possano rivelarsi poco più di un passaggio formale, dietro cui si celano decisioni già assunte.
Nomine già scritte?
Secondo indiscrezioni raccolte da ambienti sindacali e imprenditoriali, infatti, l’Associazione Costruttori Edili di Napoli (ACEN) avrebbe già trovato un’intesa con Filca Cisl e Feneal Uil – due delle tre sigle presenti nel sistema bilaterale – per definire i nomi dei futuri direttori. Il successore di Mattia D’Acunto, che ha ricoperto entrambe le cariche negli ultimi tre anni, sarebbe già stato individuato per ciascuna posizione.
Alla guida della Cassa Edile dovrebbe insediarsi Diego Vivarelli, attuale direttore uscente dell’ACEN e figura di fiducia dell’associazione. Una scelta che, se confermata, rafforzerebbe ulteriormente l’influenza di ACEN in un ente formalmente paritetico, ma già oggi a trazione datoriale.
Per quanto riguarda il Formedil Napoli, il nome sul tavolo è quello di Francesco De Falco, attuale direttore del Formedil Caserta. La sua candidatura – appoggiata da Filca Cisl e Feneal Uil – avrebbe già generato malumori tra i costruttori e la Fillea Cgil casertani e dei rappresentanti del consiglio di amministrazione, che a quanto pare sarebbero stati tenuti all’oscuro della decisione di De Falco di candidarsi.
Criteri su misura
La gestione del processo di selezione alimenta ulteriori perplessità. I bandi, pubblicati tramite Randstad, prevedevano colloqui da remoto e una procedura teoricamente imparziale. Tuttavia, secondo fonti interne, le decisioni sarebbero state assunte in anticipo rispetto allo svolgimento dei colloqui.
Nell’occhio del ciclone sono finiti anche i criteri richiesti, giudicati da diversi osservatori come eccessivamente tecnici e dettagliati. Un impianto che sembra costruito per favorire profili già “selezionati”. Non passa inosservata neppure l’estrema somiglianza tra i bandi per Cassa Edile e Formedil, che rafforza l’ipotesi di un’unica regia.
Deleghe sindacali sotto osservazione: firme non corrispondenti
Nel frattempo, un altro fronte si apre alla Cassa Edile di Napoli: quello delle deleghe sindacali, riguardanti il primo semestre 2025. Nelle ultime ore la Fillea Cgil avrebbe consegnato circa 1600 deleghe, la Feneal Uil circa 1800 e la Filca Cisl circa 2100. A quanto pare alcune delle firme presenti sulle deleghe non coinciderebbero con quelle riportate sui documenti d’identità dei lavoratori.
L’irregolarità, già segnalata in passato, coinvolgerebbe ancora una volta una delle tre sigle sindacali protagoniste della scena. Sarebbe opportuno l’attivazione di una verifica interna prevedendo il contatto diretto con un campione di lavoratori per accertare l’autenticità delle adesioni. Se confermate, le discrepanze potrebbero alterare il peso rappresentativo delle sigle sindacali all’interno della governance dell’ente.
La truffa alla Cassa Edile di Napoli, domande ancora senza risposte
E non finisce qui. Un ulteriore e più grave sospetto emerge da verifiche sulle prestazioni assistenziali erogate dalla Cassa Edile. In diversi casi, infatti, risulterebbero erogati benefici – come assegni di natalità, rimborsi per malattia o premi di studio – a nome di lavoratori che non ne erano affatto a conoscenza.
Alcuni familiari hanno raccontato di essere stati convinti a firmare moduli generici da rappresentanti sindacali che promettevano “aiuti” non meglio specificati. “Ci avevano detto che ci sarebbe stato un sussidio dalla Cassa Edile – racconta la moglie di un operaio – ma ora mio marito risulta iscritto a un sindacato senza aver mai firmato nulla consapevolmente”.
Le pratiche sospette sarebbero numerose: premi di studio legati a lauree mai conseguite, per le quali le università coinvolte – Federico II, Parthenope e Vanvitelli – hanno già smentito l’autenticità dei titoli e provveduto a presentare denunce cautelative in Procura. Anche diversi comuni campani hanno confermato che alcuni certificati di nascita e documenti anagrafici utilizzati risultano falsificati.
Tre operatori, riconducibili a una nota sigla sindacale, sarebbero finiti sotto la lente d’ingrandimento per il loro ruolo nella presentazione delle richieste. Non è ancora chiaro se siano state presentate denunce formali alla Procura della Repubblica.
La truffa ha prodotto sconcerto e malcontento tra i lavoratori. Restano infatti senza risposta alcuni interrogativi fondamentali:
- Quante sono le pratiche sospette?
- Quali tipologie di prestazioni sono state coinvolte nella frode?
- Quante denunce sono state effettivamente presentate?
- Sono stati segnalati alle autorità i soggetti che hanno presentato documentazione falsa?
Le risposte a queste domande dovrebbero doverosamente arrivare dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali presenti nel consiglio di amministrazione dell’ente bilaterale, dal vice presidente della Cassa Edile Valerio Medici (espressione delle tre organizzazioni sindacali sindacali Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil), dai segretari generali di Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil, Giuseppe Mele, Massimo Sannino e Andrea Lanzetta.
In un ente che gestisce risorse pubbliche e contributi contrattuali, trasparenza e legalità non possono essere facoltative. Invece, il silenzio delle sigle sindacali rischiano di compromettere irreparabilmente la credibilità degli enti bilaterali.
Red
