Caso Cucchi, in appello aumentate le pene di tre carabinieri

Condannati a 13 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale i militari Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro. Condannati per falso i colleghi Roberto Mandolini (4 anni) e Francesco Tedesco (2 anni e mezzo)

Aumenta la pena per i due militari, cui nel primo grado del “processo bis” era stata irrogata una pena di 12 anni.  Per il pestaggio di Stefano Cucchi, la Corte d’assise d’appello di Roma ha condannato a 13 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale i carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro. Condannati per falso invece i carabinieri Roberto Mandolini (comandante della stazione Appia, dove la vittima viene condotta dopo il pestaggio) e Francesco Tedesco, scagionato in primo grado dall’accusa di omicidio preterintenzionale: per il primo la pena è di 4 anni (3 anni e 8 mesi in primo grado), per il secondo – che dopo nove anni dai fatti ha deciso di parlare, diventando il teste chiave del processo bis – è stata confermata la pena di due anni e mezzo. La sentenza dopo 5 ore di camera di consiglio. I fatti sono avvenuti il 15 ottobre 2009 nella caserma della compagnia Casilina, dopo l’arresto per droga del 31enne romano. Cucchi muore il 22 ottobre mentre si trova in regime di custodia cautelare nel reparto detenuti dell’ospedale Sandro Pertini.

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