L’indagine scuote l’istituto di Casal del Marmo. Nel registro degli indagati figurano una decina di operatori
Nuova svolta giudiziaria nell’inchiesta sui presunti abusi all’interno dell’Istituto penale per minorenni di Casal del Marmo a Roma. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la misura interdittiva di un anno dal servizio per tre agenti della Polizia penitenziaria. Il provvedimento arriva dopo le drammatiche testimonianze fornite dai giovani detenuti, presunte vittime di un sistema di vessazioni e pestaggi.
L’indagine della procura romana coinvolge complessivamente una decina di operatori. Al centro degli accertamenti ci sono presunte aggressioni sistematiche avvenute tra le mura del carcere minorile, che avrebbero colpito soprattutto ragazzi stranieri di età compresa tra i quindici e i diciannovesimi anni.
Secondo gli elementi raccolti dagli inquirenti, le condotte violente si concentravano prevalentemente nelle ore notturne e in aree prive di copertura video. Le accuse parlano di percosse brutali, effettuate con calci, pugni e persino l’utilizzo di corpi metallici. In diverse circostanze, i giovani sarebbero stati picchiati anche all’interno dell’infermeria e mentre giacevano a terra inermi, accompagnando i pestaggi con minacce verbali esplicite.
Il caso era emerso con forza anche grazie al lavoro delle associazioni: l’associazione Antigone aveva depositato un esposto formale già nel luglio precedente, sollecitando accertamenti urgenti insieme alle segnalazioni trasmesse dal Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità. Gli accertamenti proseguono per definire le singole responsabilità all’interno della struttura.
Alessandro Manna

