Le foto choc scattate dall’Unione Sindacale di Base e Potere al Popolo immortalano due operai sulle impalcature. Nessun controllo dall’Ispettorato e dai tecnici comunali
È una vergogna inaccettabile quella che si sta consumando oggi a Napoli, sotto gli occhi di tutti, nel cantiere allestito a Piazza Plebiscito per l’allestimento di un campo di pallavolo. Due operai, come documentato dalle immagini impietose scattate e segnalateci da militanti di Potere al Popolo e dell’Unione Sindacale di Base, sono stati costretti a lavorare in condizioni disumane.

Le foto scattate alle 13,15 parlano da sole: un sole accecante e spietato, il termometro che segna un’allarmante temperatura di 35 gradi centigradi. Eppure, i due lavoratori migranti sono in cima a un’impalcatura metallica, bardati con imbracature e attrezzature pesanti, intenti a svolgere le loro mansioni a un’altezza considerevole. Un rischio enorme per la loro salute e sicurezza, aggravato in modo esponenziale dal caldo torrido.
Il punto più grave è che tutto questo avviene in palese violazione dell’ordinanza regionale emanata dalla Campania. Il provvedimento, entrato in vigore il 21 giugno e valido fino al 31 agosto 2026, vieta espressamente lo svolgimento di attività lavorative nei settori agricolo, edile e affini durante le ore più calde della giornata, dalle 12:30 alle 16:00. Il divieto scatta nelle giornate e nelle aree in cui il sistema Worklimate dell’INAIL segnala un livello di rischio “alto” per i lavoratori esposti al sole, condizione che si verifica puntualmente a Napoli in questo periodo.

L’ordinanza prevede che le attività connesse a ragioni di pubblica utilità, come parrebbe essere il caso di un cantiere in una piazza centrale della città, debbano adottare misure organizzative adeguate per garantire la continuità dei servizi essenziali, tutelando al contempo la salute dei lavoratori. Appare evidente che tali misure siano state totalmente ignorate o ritenute superflue.
L’inosservanza al provvedimento regionale è punita ai sensi dell’art. 650 C.P. (inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità). Ma al di là delle sanzioni penali, è la condotta morale e amministrativa a essere sotto accusa.
Ci chiediamo con forza: dove sono i controlli degli ispettori del lavoro e delle Asl? Come è possibile che in pieno centro cittadino, in un cantiere a cielo aperto, si consumi un simile abuso senza che nessuno intervenga?
E, cosa ancora più grave, dove sono i controlli del direttore dei lavori nominato dal Comune di Napoli? Il Comune è il committente dell’opera, il primo responsabile della sicurezza e del rispetto delle norme all’interno del cantiere. È inaccettabile che un’istituzione pubblica chiuda gli occhi di fronte a una tale violazione dei diritti dei lavoratori e delle leggi regionali.
Questa situazione è uno schiaffo in faccia a tutti i lavoratori e alla sicurezza sul lavoro. È l’ennesima dimostrazione di come, purtroppo, in molti casi, il profitto e la fretta prevalgano sulla vita e la dignità delle persone. Chiediamo un intervento immediato delle autorità competenti affinché il cantiere venga messo in regola, i responsabili puniti e venga garantita la sicurezza dei lavoratori. Non possiamo più tollerare che si lavori in queste condizioni. La salute e la vita umana non hanno prezzo.
Ciro Crescentini
