Bomba nella metro di San Pietroburgo, morti e decine di feriti: filmato presunto attentatore

La procura generale: “Si è trattato di terrorismo”. A causare l’esplosione un ordigno artigianale lasciato su un vagone. Ce n’era un secondo inesploso

Sono ore di caos a San Pietroburgo dopo l’attentato. Il bilancio del comitato antiterrorismo russo parla di 9 morti e venti feriti, alcuni dei quali gravi. Quello del ministero della Salute russo di 10 persone decedute e 47 ferite. Un primo punto fermo: è stata una bomba a fare strage dentro un vagone della metro di San Pietroburgo, intorno all’ora di pranzo. L’esplosione è causata da un ordigno artigianale lasciato su un vagone prima della partenza del convoglio. Un ordigno reso ancora più pericoloso dall’aggiunta di schegge, chiodi e altri pezzi di ferro. Per la procura generale  “si è trattato di terrorismo”.  L’allarme scatta intorno alle due e quaranta ora locale – l’una e quaranta in Italia – dopo lo scoppio in un convoglio che correva in galleria, tra due diverse stazioni, la fermata del Tekhnologicheskiy Institut e la Sennaya Ploshad, E poco dopo un secondo ordigno, rudimentale, viene trovato ancora inesploso in una terza stazione, Ploshchad Vosstania. Occorrono ore per disinnescarlo. L’emittente televisiva Ren Tv diffonde l’immagine del presunto attentatore: è un uomo vestito di nero con un cappello nero e la barba. Sarebbe salito in metro alla fermata Petrogradskaya, venti minuti prima dell’esplosione. Gli investigatori però ritengono che ad agire siano state due persone, scrive Interfax citando fonti delle forze dell’ordine. Uno ha messo l’ordigno esploso nel vagone, l’altro ha lasciato la bomba inesplosa alla stazione Ploschad Vosstaniya.

 

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