Appello all’Italia: “Intervenire per liberare gli attivisti detenuti”
ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione), Giuristi Democratici e Comma 2 (Associazione giuslavoristi) denunciano quello che definiscono un «ennesimo gravissimo atto di violazione del diritto internazionale» in relazione all’intervento contro la Global Sumud Flotilla.
Secondo le tre associazioni, 23 imbarcazioni dirette verso la Striscia di Gaza con aiuti umanitari sarebbero state fermate in mare dalle autorità israeliane. Nel comunicato si parla di «un vero e proprio atto di pirateria marittima ai danni delle imbarcazioni della Flotilla», con il fermo delle navi e il trasferimento degli equipaggi su unità militari.
Gli attivisti sarebbero stati trattenuti per circa 40 ore prima dello sbarco in Grecia. Nella ricostruzione vengono riportate le loro testimonianze, secondo cui sarebbero stati sottoposti a condizioni definite «inumane e degradanti», tra cui la privazione di cibo e acqua e la permanenza forzata sul pavimento della nave.
Restano invece ancora detenuti due membri degli equipaggi, Thiago Ávila e Saif Abukeshek. Le associazioni riferiscono che il primo sarebbe accusato di “attività illegali”, il secondo di “affiliazione a un’organizzazione terroristica”, e parlano del rischio di una detenzione prolungata nelle carceri israeliane, dove — sostengono — «è documentato l’uso sistematico di tortura e trattamenti inumani e degradanti».
Il team legale della Flotilla ha già presentato un esposto alla Procura di Roma per ipotesi di sequestro e un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, contestando la detenzione incomunicata dei due attivisti.
Le tre associazioni descrivono la missione come «un’operazione totalmente pacifica», finalizzata a portare aiuti alla popolazione di Gaza e a rompere quello che definiscono un sistema di «apartheid e violazioni sistematiche del diritto internazionale».
Nel comunicato si sottolinea anche la «assenza o timidezza della reazione dei governi occidentali», accusati di non aver adottato misure concrete dopo il sequestro di 175 attivisti, alcuni dei quali a bordo di imbarcazioni battenti bandiera italiana.
Ampio spazio è dedicato agli obblighi internazionali di tutela degli attivisti per i diritti umani. Le associazioni richiamano la Dichiarazione ONU del 1999, secondo cui gli Stati devono garantire protezione contro violenze, minacce e ritorsioni a chi partecipa ad attività pacifiche per la difesa dei diritti fondamentali.
Secondo ASGI, Giuristi Democratici e Comma 2, tali obblighi implicherebbero un dovere di intervento attivo anche da parte dell’Italia.
Il comunicato critica inoltre la gestione della politica migratoria italiana nei confronti dei cittadini palestinesi, parlando di «colpevole inattività e sostanziale indifferenza». Le associazioni contestano la mancata concessione di visti e la carenza di corridoi umanitari, richiamando l’articolo 10 della Costituzione.
In conclusione, le tre associazioni chiedono allo Stato italiano di attivare strumenti diplomatici e giudiziari per la liberazione degli attivisti detenuti, garantire protezione alle imbarcazioni della Flotilla e rivedere le relazioni con Israele, oltre a facilitare l’uscita dalla Striscia di Gaza per chi ne faccia richiesta.
Ciro Crescentini

