Al via Prossima, la “non corrente” del Pd

Esordisce la rete vicina ai dem, che riunisce diversi esponenti del partito. Vorrebbe essere la “sinistra” del Nazareno

È nata Prossima, ma “non è una nuova corrente del Pd” assicura Marco Furfaro. E un dubbio inquietante s’avanza: allora cos’è? “Una rete di esperienze, associazioni, persone che condividono un’idea della politica” dice Nicola Oddati, uno dei tre ex della segreteria dem di Nicola Zingaretti, con Stefano Vaccari, Marco Miccoli. Ieri il debutto della nuova aggregazione, con una presentazione in streaming. Dentro c’è un pezzo di Pd, ma non solo. Troviamo la sardina Mattia Santori, l’europarlamentare Elly Schlein e Giuliano Pisapia; il presidente della commissione Regeni, Erasmo Palazzotto, Enza Rando di Libera e Francesca Chiavacci di Arci. E ancora diversi dirigenti e amministratori, da Michele Emiliano a Valentina Cuppi e Paola De Micheli L’aspirazione sarebbe di essere l’area di sinistra del Pd. Ammesso che le parole Pd e sinistra. Nel lungo documento in 24 pagine sono elencate molte proposte per macro aree dall’Europa alle donne, ai diritti: leggi contro l’omofobia, Ius Soli, fine vita, adozioni per le coppie omosessuali e per i single. Ed ancora i migranti. Perché, si sottolinea nel Manifesto, “siamo alternativi alla destra e non abbiamo creduto alle conversioni europeiste dell’ultimo minuto. E tanto meno pensiamo che le differenze si annullino”. Prossima fa subito sponda al segretario Letta sulla tassa di successione. Perché, si legge nel Manifesto, “sosteniamo con forza e lealtà il governo Draghi” ma “non siamo il partito di Draghi, siamo il Partito Democratico. Per questo occorre forza e determinazione nella nostra presenza al governo. Senza la paura, come troppe volte è accaduto in passato, di ‘disturbare il manovratore’”. E sarebbe la prima volta, nel Pd.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest