L’Italia, grazie al governo dell’ammucchiata sta entrando in un’economia di guerra, necessaria al riarmo generalizzato dei paesi dell’Unione Europea decisa al vertice Unione Europea di Versailles, seguendo la direttiva Nato di superare il 2% di spese in armamenti, se l’Italia obbedisse alle direttive congiunte Ue e Nato, la spesa militare arriverebbe a oltre 40 miliardi all’anno, con ulteriori tagli a sanità, scuola, pensioni, servizi pubblici.
Un carico di armi destinato all’Ucraina stava per partire anche da un aeroporto civile italiano. La denuncia è arrivata dall’Unione dei Sindacati di Base. Sabato 12 marzo i lavoratori dell’aeroporto civile Galileo Galilei di Pisa si sono rifiutati di eseguire un carico perché hanno scoperto che, al posto di aiuti umanitari, conteneva armi e munizioni.
“Dal Cargo Village sito presso l’aeroporto civile partono voli ‘umanitari’, che dovrebbero essere riempiti di vettovaglie, viveri, medicinali e quant’altro utile per le popolazioni ucraine tormentate da settimane da bombardamenti e combattimenti. Ma non è così quando si sono presentati sotto l’aereo, i lavoratori addetti al carico si sono trovati di fronte casse piene di armi di vario tipo, munizioni, esplosivi” – affermano dall’Usb, facendo notare che le armi destinate a Kiev partano già dal vicino aeroporto militare. “Un’amara e terribile sorpresa”, dicono dal sindacato. “Di fronte a questo fatto gravissimo i lavoratori si sono rifiutati di caricare il cargo, aerei che in questi giorni atterrano prima in basi Usa/Nato in Polonia, poi inviati in Ucraina, per essere poi bombardati dall’esercito russo, determinando la morte di altri lavoratori, impiegati nelle basi interessate agli attacchi”.
Denunciamo con forza questa vera e propria falsificazione, che usa cinicamente la copertura ‘umanitaria’ per continuare ad alimentare la guerra in Ucraina” prosegue l’Usb, e chiede “alle strutture di controllo del traffico aereo dell’aeroporto civile di bloccare immediatamente questi voli di morte mascherati da aiuti ‘umanitari’; ai lavoratori di continuare a rifiutarsi di caricare armi ed esplosivi che vanno ad alimentare una spirale di guerra che potremo fermare solo con un immediato cessate il fuoco e il rilancio di dialoghi di pace; alla cittadinanza di partecipare alla manifestazione di sabato 19 marzo di fronte all’aeroporto ‘G. Galilei’ (ore 15) sulla parola d’ordine ‘Dalla Toscana ponti di pace, non voli di guerra!’”.
L’episodio del Galileo Galilei di Pisa ha però destato scalpore per il fatto che il carico – da mettere in un Boeing 737 della compagnia islandese Bluebird – doveva contenere aiuti umanitari, e partiva da un aeroporto civile, “a conferma del clima di guerra nel quale ci sta trascinando il governo Draghi”, denunciano ancora dall’Usb.
“Non solo il carico di armi e munizioni non rientra nelle mansioni dei lavoratori dell’aeroporto di Pisa – ha affermato Cinzia dell’Usb di Pisa ai microfoni di Radio Onda d’Urto – ma noi siamo contrari alla guerra”.
L’Italia, grazie al governo dell’ammucchiata sta entrando in un’economia di guerra, necessaria al riarmo generalizzato dei paesi dell’Unione Europea decisa al vertice Unione Europea di Versailles, seguendo la direttiva Nato di superare il 2% di spese in armamenti, se l’Italia obbedisse alle direttive congiunte Ue e Nato, la spesa militare arriverebbe a oltre 40 miliardi all’anno, con ulteriori tagli a sanità, scuola, pensioni, servizi pubblici.
