La tavola rotonda dei medici cattolici il 10 ottobre a Cava de’ Tirreni

NAPOLI – “Vogliamo essere protagonisti di un confronto e un dialogo, serio e leale e senza pregiudizio alcuno, con la società civile e con le istituzioni sui temi fondamentali quali la famiglia, la vita, la salute, il nascere, il morire, la formazione della classe medica e dell’educazione dei giovani. I medici cattolici, da 70 anni inseriti pienamente nel tessuto sociale del Paese, non certamente volendo abdicare alla loro testimonianza di fede, che anzi ritengono inderogabile, ritengono che la riscoperta di una umanizzazione dell’uomo, cioè di nuovo umanesimo, possa essere la via maestra di un dialogo – che significa ascolto,  attenzione,  discernimento – tra culture e antropologie diverse e scelte di libertà individuali; dialogo che è ineludibile nella temperie che viviamo, pur riconoscendone la difficoltà”.

Ad affermarlo, in una nota congiunta, sono il prof. Filippo Maria Boscia, presidente nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani e il dr. Giuseppe Battimelli, vicepresidente Sud Italia dell’Associazione, nell’annunciare la tavola rotonda su: “I medici cattolici e la cultura dominante: necessità e difficoltà di un dialogo”, in programma sabato prossimo 10 ottobre 2015 (ore 9.30), a Cava de’ Tirreni, nell’abbazia benedettina della Santissima Trinità, nell’ambito della conferenza organizzativa del Sud Italia dell’Associazione, i cui lavori inizieranno venerdì 9 (ore 15.30) con un incontro su: “L’Amci che vorrei per un nuovo umanesimo:  dalle proposte alla operatività”. Previsti gli interventi, tra gli altri, anche del card. Edoardo Menichelli, assistente ecclesiastico nazionale medici cattolici e del prof. Giuseppe Acocella, ordinario di Filosofia del diritto della Federico II di Napoli.
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