Sogni e lotta ai pregiudizi a Napoli Est

“Lamù – Racconti di Anime” è il romanzo scritto a quattro mani da Tonino Scala e Antonio Portella

Un romanzo, scritto a quattro mani da Tonino Scala e Antonio Portella, in cui la forza delle immagini prende il sopravvento. Perché “Amore e Napoli” sono due validi motivi per leggere “Lamù – Racconti di Anime” (edizioni Mea), un libro che sembra un film. “Uno di quelli che al finale ti commuoveresti…” dice l’attore Massimiliano Gallo per descrivere, come in un’istantanea, l’essenza di questo viaggio nelle emozioni. Le storie di Mario e Lello, i due protagonisti, proprio come in una pellicola, scorrono con prepotenza e dolcezza nella mente del lettore. All’ombra di un’ipnotica luna, l’elemento campale del romanzo, il lettore scandaglia e si innamora dei due soggetti, di cui vive le passioni, fino a diventare tutt’uno con i personaggi. “Lamù – Racconti di Anime” è ambientato nella periferia est di Napoli, dove la vita scorre con estrema lentezza. Siamo alla fine degli anni ’80, e nel cielo di Ponticelli la luna, bugiarda e spiona, osserva l’amicizia, nata su un campo di calciotto, tra un panettiere e un operaio. Lello e Mario: due vite diverse, ma due anime profondamente simili. Hanno la stessa età, ma Mario è sposato e ha già due figli. Come tutti i ragazzi, anche i due amici sognano: Lello, guardando la superstrada che collega la sua periferia dell’anima al capoluogo; Mario, osservando una luna straordinariamente bianca e “guardona”. Ma quegli stessi sogni che li tengono vivi, sbattono con ferocia contro le sbarre della gabbia in cui i due giovani sono rinchiusi.
Questo è un viaggio attraverso le anime variegate in una periferia sia fisica che esistenziale. Un racconto di amicizia, ma soprattutto un romanzo d’amore: quel sentimento capace di scavalcare ogni barriera. E che non si arrende di fronte a nulla, senza aver paura di sentirsi sbagliato.

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