Dopo 14 anni di chiusura, restaurata e restituita alla città grazie all’Università Federico II
Una delle chiese più affascinanti e meno conosciute del centro storico di Napoli torna finalmente a splendere. Martedì 15 luglio, alle ore 17.30, riapre al pubblico la Chiesa di Sant’Antoniello a Port’Alba, in piazza Bellini, dopo un importante intervento di restauro curato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II.
La cerimonia di inaugurazione si terrà proprio all’interno dell’edificio sacro, con la partecipazione di istituzioni cittadine e accademiche. A dare il via all’evento saranno i saluti del Rettore Matteo Lorito e del Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Seguiranno gli interventi di Barbara Balbi, in rappresentanza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, e di Valentina Russo, direttrice della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio.
La storia di Sant’Antoniello è lunga e affascinante. Fondata nel 1550 come monastero francescano dedicato a Sant’Antonio di Padova, ha attraversato secoli di storia, mantenendo la sua funzione religiosa fino al 1819. Dopo anni di abbandono e i danni subiti con il terremoto del 1980, nel 1987 l’edificio è passato al Comune di Napoli, che lo ha concesso in comodato d’uso gratuito alla Federico II. È così che ha preso forma un progetto di recupero ambizioso, culminato nella creazione della Biblioteca di Ricerca di Area Umanistica (BRAU).
La chiesa, risalente al 1578, era chiusa al pubblico dal 2010 per problemi strutturali, in particolare alla cupola. Finalmente, nel novembre 2023, sono partiti i lavori di restauro diretti dal team tecnico della Federico II. L’intervento ha permesso di mettere in sicurezza la struttura e restaurare le decorazioni originali, oltre a dotare l’edificio di un nuovo impianto di illuminazione e di un moderno sistema audio.
Oggi Sant’Antoniello non è solo un monumento recuperato, ma un luogo pronto ad accogliere cittadini, studenti e visitatori. Un pezzo di storia restituito alla città, in un angolo amatissimo e vitale come piazza Bellini. Un altro segno che Napoli, quando unisce le forze, sa prendersi cura della sua bellezza.
Red

