Napoli, Teatro San Ferdinando: Il Satyricon di Francesco Piccolo

Nel 66 d.C moriva Petronio Arbitro, maestro di buon gusto alla corte di Nerone, travolto dalla repressione di una congiura alla quale sembra non avesse partecipato. Tradizionalmente si attribuisce a lui il romanzo pervenutoci in forma frammentaria e noto al grande pubblico soprattutto per la geniale rilettura di Fellini.

Dal 9 gennaio al Teatro San Ferdinando in scena  il SATYRICON di Francesco Piccolo ispirato a Petronio con la regia di Andrea De Rosa. Lo spettacolo che ha registrato il maggior numero di spettatori delle tre edizioni di Pompeii Theatrum Mundi e un grande successo al Teatro Argentina di Roma resterà in scena fino a domenica 19 gennaio.  Il 10 gennaio alle 17.30 al San Ferdinando incontro a più voci sulla “Riscrittura del Satyricon di Petronio e del suo senso economico-politico” con interventi di Francesco Piccolo, Dino Falconio, Gennaro Carillo nell’ambito degli appuntamenti del progetto Verso Antigone. “Abbiamo un po’ tutti la sensazione di stare vivendo un periodo di impasse, di decadenza e di transizione verso qualcosa di sconosciuto. Da quando sono crollate le ideologie e le utopie che hanno segnato e insanguinato il Novecento sembra essere venuta meno la direzione storica da seguire e, non essendo chiara la méta, sembra non ci sia altra strada che girare a vuoto”.  Così il regista Andrea De Rosa introduce il Satyricon. Interpretato da Antonino Iuorio, Noemi Apuzzo, Alessandra Borgia, Francesca Cutolo, Michelangelo Dalisi, Flavio Francucci, Serena Mazzei, Lorenzo Parrotto, Anna Redi, Andrea Volpetti, le scene e i costumi dello spettacolo sono di Simone Mannino, le luci di Pasquale Mari, sound design di G.U.P. Alcaro, le coreografie di Anna Redi. La produzione è del Teatro Stabile Napoli – Teatro Nazionale, Teatro di Roma, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia. Nel 66 d.C moriva Petronio Arbitro, maestro di buon gusto alla corte di Nerone, travolto dalla repressione di una congiura alla quale sembra non avesse partecipato. Tradizionalmente si attribuisce a lui il romanzo noto come Satyricon, pervenutoci in forma frammentaria e noto al grande pubblico soprattutto per la geniale (e libera) rilettura di Fellini. Un mix di sorprendenti brandelli narrativi, tra sesso, strani riti, naufragi, risse, speculazioni d’arte, truffe ben congegnate e licantropi, tra i quali spicca qualche porzione più ampia come la celeberrima, scintillante Cena di Trimalchione. Andrea De Rosa lo trasforma in teatro affidandosi alla penna sagace di Francesco Piccolo che così parla del suo approccio alla riscrittura: “La decadenza di Roma, l’opulenza disperata, la corruzione, il mecenatismo un po’ burino. Le feste, le cene. Tutto questo è stato già raccontato da Petronio ed è però ancora tutto da raccontare. Provare a riscrivere e rendere contemporaneo il Satyricon, usando i tic linguistici della mondanità decadente di oggi, è sia elettrizzante sia in qualche modo naturale. Insomma, bisogna provarci”.

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