Con Alessandra Mortelliti e un cast corale, lo spettacolo esplora relazioni, segreti e traumi in una black comedy ambientata nel mondo borghese
Al Teatro San Ferdinando di Napoli, il 9 e 10 maggio va in scena Un sabato, con gli amici, adattamento teatrale dell’omonimo romanzo di Andrea Camilleri, in una produzione che porta la firma registica di Marco Grossi. Due appuntamenti soltanto — sabato alle 19.00 e domenica alle 18.00 — per uno spettacolo che rilegge uno dei testi meno noti dello scrittore siciliano, lontano dalle consuete atmosfere di Montalbano e della Sicilia letteraria.
L’operazione scenica si muove su un confine instabile tra commedia e abisso psicologico. L’originale di Camilleri, pubblicato da Mondadori nel 2009, viene trasformato in una black comedy noir in cui l’ironia non attenua la tensione, ma la amplifica. La scrittura teatrale di Marco Grossi lavora infatti su un equilibrio precario: ciò che appare leggero e quasi convenzionale si incrina progressivamente, lasciando emergere conflitti, ossessioni e zone d’ombra.
La storia si svolge in un contesto borghese, all’interno di un appartamento elegante di una grande città italiana. Tre coppie di amici si ritrovano per una serata apparentemente ordinaria, scandita da rituali sociali consolidati. L’impianto iniziale richiama volutamente certe commedie di tradizione anglosassone, con dinamiche che sembrano familiari e rassicuranti.
L’arrivo di un vecchio conoscente, interpretato come figura destabilizzante, rompe però l’equilibrio del gruppo. L’uomo riemerge dal passato con una richiesta precisa: ottenere sostegno per una candidatura politica. Da questo momento, la serata si trasforma in un lento disfacimento delle apparenze.
Ogni personaggio si trova progressivamente esposto, costretto a fare i conti con ciò che ha nascosto o rimosso: relazioni segrete, colpe taciute, traumi irrisolti, episodi di violenza subita o agita. La convivialità iniziale si sgretola, lasciando spazio a una rete di tensioni emotive sempre più serrata.
Sul palco, il cast riunisce Alessandra Mortelliti, nipote di Andrea Camilleri, insieme a Pierluigi Corallo, Fabrizio Lombardo, Silvia Degrandi, Luca Avagliano, Marcella Favilla e Alberto Melone. La dimensione visiva dello spettacolo è costruita attraverso le scene di Filippo Sarcinelli, le luci di Claudio De Robertis e le musiche di Olivero Forni. Costumi e assistenza alla regia sono affidati a Monica De Giuseppe, mentre l’organizzazione è curata da Nicola Bianco.
La produzione è firmata Malalingua, in collaborazione con Alt Academy e il Fondo Andrea Camilleri. Il risultato è un allestimento corale che trasforma il romanzo in un dispositivo teatrale instabile, dove la commedia iniziale si contamina progressivamente con il noir e con il grottesco.
Il cuore dello spettacolo risiede proprio in questa trasformazione: ciò che sembra un incontro tra amici si rivela un campo minato di identità fragili, memorie rimosse e desideri deformati. Il crescendo drammaturgico conduce verso un finale inevitabile, in cui ogni equilibrio viene definitivamente spezzato, lasciando emergere una verità scomoda e irreversibile.
Un sabato, con gli amici diventa così il ritratto di una generazione sospesa tra passato e presente, impegnata in una continua negoziazione con il proprio io, tra fallimenti personali e la necessità di sopravvivere alle proprie stesse contraddizioni.
