Mirella Caldarone presenta “Le mie Orme”

Doppio appuntamento, venerdì tra Salerno e  Bellizzi con le immagini della fotografa pugliese

La “Fotografia come passione”, è questo il nome che Armando Cerzosimo e i suoi figli Pietro e Nicola hanno dato alla loro rassegna nata con il preciso scopo di far crescere la cultura e l’attenzione verso la fotografia come mezzo di comunicazione. La peculiarità di questo progetto è quello di invitare nella nuova struttura in Bellizzi in via Roma 210, fotografi sia del territorio che di altri luoghi che abbiano delle peculiarità di fotografare con un chiaro intento di passione e trasmettere la loro esperienza sia di fotoamatori che umana. Esiste un legame stretto tra il pensiero filosofico dell’esistenza e della ragione umane e il sapere del progettare-costruire, entrambe hanno un comune, e fondamentale riferimento, lo spazio. Lo spazio Cerzosimo di Bellizzi, sta divenendo il tòpos, il dove che, localizzando, determina una cosa come cosa-per-l’uomo, che diventa condizione dell’esistenza, punto di riferimento dell’esperienza. Uno spazio che può considerarsi il segno, nel suo divenir parola, suono, immagine, che diventa essenziale punto di dipartimento di ogni pensiero che deve discernere, giudicare, orientarsi, criticare e che, nei prossimi mesi, restituirà qualcosa di una drammaturgia segreta, nella quale cominciano ad annodarsi rapporti empatici, nascite, emozioni. Partito con un primo incontro con Gaetano Paraggio, con le sue visioni oniriche di paesaggi urbani ed extraurbane, il secondo incontro ha visto confrontarsi, con un pubblico numeroso e appassionato, tre autori in un format molto avvincente: Franco Sortini, Francesco Truono e Armando Cerzosimo, tre appassionati, tre visioni diverse, un solo scopo: diffondere un messaggio di qualità e coerenza fotografica; per quindi passare al terzo incontro, che ha ospitato Davide Lunelli, una fotografia, la sua, a volte ermetica, non di facile lettura, ma capace di appassionare e far discutere sul concetto dell’illusione fotografica, quarto appuntamento affidato ad un eccellente fotografo cilentano, ma con uno sguardo molto lungo che ci ha trasportato in paesi dell’Est sconosciuti, con dei reportage di struggente intensità, Salvatore Lembo. Incontri, questi, interessanti e vivaci per le implicazioni di diversi linguaggi mediati e arricchiti dalla preziosa collaborazione del critico d’arte Cristina Tafuri. Il prossimo appuntamento, previsto per venerdì 19 ottobre, vedrà protagonista una autrice proposta e fortemente caldeggiata da Francesco Truono, Mirella Caldarone. La personale ha quale titolo “Le mie orme” nella magia del bianco/nero. Una scelta quella di Mirella, avvenuta tanti anni fa nella camera oscura, l’antro del mago, tra il fascino del buio e l’odore stordente degli acidi. Bianco e nero che si è rivelato una forma espressiva dal carattere unico, che si manifesta con una gran forza comunicativa, del suo sentire. L’armonia di fattori distintivi, come accentuati contrasti, forme modellate da particolari luci, ombre profonde da ricercare rivelano un’ artista che non scende a compromessi con il tempo. Il format della quinta puntata saluterà la presentazione dell’artista alla stampa, seguito da un momento conviviale, all’interno della galleria Camera Chiara sita alla via Giovanni da Procida, nel centro storico di Salerno alle ore 11 per poi trasferirsi, alle ore 19, nello Spazio Cerzosimo, sito in Bellizzi alla via Roma 210, per la proiezione e l’incontro con l’autrice.

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