Dopo due anni di lavoro, via al nuovo itinerario archeo-speleologico recuperato dai volontari dell’Associazione Galleria Borbonica

NAPOLI – La Via delle memorie: questa la denominazione di un nuovo itinerario archeo-speleologico recuperato a Napoli, all’interno delle cavità del Monte Echia, dai volontari dell’Associazione Galleria Borbonica al termine di due anni di intenso lavoro.

Già impegnato in un’operazione di riscoperta del percorso sotterraneo realizzato su commissione di Ferdinando II delle due Sicilie da Enrico Alvino come via di fuga dal Palazzo Reale verso Castel dell’Ovo, il presidente Gianluca Minin, insieme ad Enzo De Luzio e ad altri collaboratori, decise nell’agosto 2013 di esplorare a partire da una cisterna del XVII secolo alcuni cunicoli sotterranei posti in direzione del Palazzo Serra di Cassano (situato in via Monte di Dio) e nei quali si rifugiò dai bombardamenti della seconda guerra mondiale l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. I risultati di tali indagini, seppur abbastanza faticose in virtù di una notevole quantità di materiali di crollo, si rivelarono sin da subito stupefacenti: alte cave di tufo giallo utilizzate dai costruttori per un palazzo cinquecentesco che sarebbe stato poi acquistato e restaurato nel Settecento dalla nobile famiglia che tuttora lo detiene; diversi ambienti ipogei, fra cui uno usato dalla Milizia Fascista per coordinare segretamente via telefono operazioni a carattere militare; una ripida rampa di circa 115 gradini che si sviluppa a partire dell’attuale vano interno A14 del Palazzo Serra di Cassano. La soglia marmorea con la quale fu chiusa nel dopoguerra questa angusta discesa è stata oggi ufficialmente “demolita” alla presenza del Sindaco, Luigi De Magistris, del Presidente e dei membri dell’Associazione Galleria Borbonica e di un numeroso pubblico di giornalisti e appassionati. Il nuovo percorso, caratterizzato inoltre da un ambiente contenente una coltivazione di funghi cornucopia che ambisce a diventare, a detta del presidente Minin, singolare laboratorio di biologia vegetale, va dunque ad impreziosire un’offerta turistica già comprendente, oltre a quello “Standard”, itinerari speciali come “Percorso Speleo”, dedicato all’Acquedotto della Bolla con le sue cisterne e le sue pareti decorate con simboli misteriosi, e “Percorso Avventura” in cui a bordo di una zattera è possibile navigare all’interno di una galleria abbandonata (il tunnel dell’incompiuta Linea Tranviaria Rapida) riempita in gran parte da una falda acquifera.

Angelo Zito

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